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Attenzione all’uomo col cappello.

Sopravvissuta al weenkend inteso mi appresto, come tutti all’ultima settimana prima di Natale.  Persevero purtroppo ancora nello sciopero da acquisto regali anche se sabato ci siamo ricavati una breve parentesi per andare a vedere due negozi nei quali non abbiamo trovato assolutamente niente.

Poco male, mi ridurrò all’ultimo, cioè a sabato. Ho già pronti i parastinchi e le polsiere per spingere la coda verso la cassa di altri individui come me ritardatari cronici natalizi. L’unico vero problema di comprare i regali all’ultimo è l’uomo con il cappello!

Si perché anche a piedi, l’uomo con il cappello che prende la macchia solo sabato e guida ai 4 all’ora, non sa parcheggiare, mette la freccia a destra e gira a sinistra, taglia la rotonda contro mano, c’è sempre. Magari non è al volante, ma è sicuramente fermo in mezzo alla corsia con il suo carrello di traverso ad impedire il passaggio oppure fermo in cassa indeciso se acquistare anche la penna di corredo al diario oppure no.

A Biella c’è un negozio, un’antica drogheria molto bella, di quelle vere dove ci sono ancora i saponi fatti a mano, le spezie, e la frutta secca. E’ il classico posto che profuma di Natale: persino i commessi sembrano degli elfi, quindi come è normale che sia, è preso d’assalto. Fuori dal negozio in semi ibernazione ci sono, di solito, delle ragazze che distribuiscono il vinbrulè un modo per allietare la gioia dell’attesa.

Mia nonna ogni anno mi spediva a comprare la frutta secca per le feste, sacconi da 1 kg traboccanti di zucchero e colore, una gioia per gli occhi. Mi ricordo che il 23 dicembre ho passato circa 2 ore in coda perché il signore con il cappello davanti a me, che doveva comprare 3 sacchetti da 200 g di frutta secca non sapeva decidersi se mettere, o meno, il cocco, per dirne uno, nella confezione. Ad ogni ingrediente proposto chiamava la moglie al telefono per confermare la sua scelta. Persino la frutta secca aveva ripreso vita tanto era lunga la conversazione. Ad un certo punto siccome non era soddisfatto al 100% della sua scelta ha detto che ci pensava e se n’è andato senza comprare niente.

E qui persino l’elfo negoziate ha avuto un cedimento, ha rimesso tutto nelle pirofile sbattuto con energia la sua paletta e ripreso a servire con la sopracciglia tremolante il prossimo cliente cioè io. Le ho garantito subito che:

A) Faccia lei, per me va bene tutto purché sia 1 kg

B) il pacchetto va benissimo, quant’è? Avendo cura di sventolare i gettoni della nonna in faccia all’elfo per garantire che avrei pagato il servizio.

Quindi, se siete indecisi sull’abbigliamento, a costo di un’ otite, rimanete natur 🙂

 

 

 

 

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