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 Molto più di un Olimpiade

Roma 1960. La città si prepara ad accogliere atleti di tutto il mondo per un Olimpiade tutta nostrana. Il mondo punta i suoi occhi nel bacino dell’umanità in un epoca tutt’altro che semplice: la Guerra fredda da un lato e la fine del conflitto mondiale con gli strascichi connessi dall’altra.
E’ un grande romanzo dedicato al mondo dello sport in cui compaio personaggi che, quelli della mia generazione hanno solo sentito nominare in qualche vecchio servizio dell’epoca.

Pietro Barbero è il commissario della squadra politica della questura di Roma incaricato di vigilare sui giochi e monitorare il rapporto tra le delegazioni straniere in particolare tra l’America e la Russia. Al suo fianco il più improbabile degli amici: il giornalista di “Paese Sera” Vittorio, comunista convinto e redattore della cronaca sportiva.

Sono giorni felici

quelli vissuti a Roma e raccontati nel libro, memorabili, di una gioia pura e incontenibile ad opera di ragazzi semplici diventati atleti nei ritagli di tempo come Lavoratori, il venditore di caramelle campione olimpico con il Settebello, oppure Franco Musso, il pugile postino medaglia d’oro.

Ieri come oggi, purtroppo non mancano i nei, quelli che lo sport lo vogliono infangare e guadagnare a medaglia a qualunque costo, fosse pure la vita stessa o la vita altrui.
Ma ci sono ricordi memorabile come la vittoria di Abebe Bikila, primo africano a vincere i giochi, il suo arrivo scalzo al traguardo ha segnato la storia.
Sarà anche l’unica volta in cui l’Italia riuscirà a salire sul podio al terzo posto nel medagliere olimpico, la prima nazione d’Europa.
Ma come fai a non accorgertene anche tu? Questi sono giorni felici, Pietro, giorni felici. Li senti nella pelle, li annusi nell’aria, li incontri per strada e ti dicono: questi sono i tuoi giorni e te li sei meritati.
Devo dire che è stato impossibile non emozionarsi davanti a certi ricordi o immedesimarsi negli sguardi di quei giovani che con fatica hanno conquistato un posto nell’Olimpo.
Consigliato a tutti anche per la sua capacità di intrecciare storie di investigazione da un lato, memorabili frangenti storici ed emozioni sincere.
Valutazione

Nico Valsesia è piemontese. Io sono piemontese. Quindi è per forza simpatia a prima vista.

Se Superman avesse conosciuto Nico Valsesia, sarebbe impallidito davanti ai suoi super poteri. Che non vengono da un altro Pianeta, anzi, sono naturali 100%.
La fatica non esiste, racconta le avventure di questo atleta straordinario che spaziano dalla bicicletta, al running alla corsa in montagna.

La prefazione del libro dice:

Seguire le tracce di Nico vuol dire avventurarsi per un viaggio che conduce ad alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo. Nico è stato ovunque. Dove non è potuto arrivare su due ruote ha proseguito a piedi o di corsa.

E’ un uomo alla ricerca del record è vero, però la sua prima di tutto è una sfida con se stesso, con i suoi limiti, sempre un po’ più in là, perché la fatica davvero per lui non esiste. E’ un fattore mentale che destabilizza, ma se sei in grado di ingannare la mente e il fisico è allenato, puoi arrivare ovunque. Mi correggo, lui può arrivare ovunque.

Il libro racconta molti delle sue avventure dalla RAAM, la Race Across America, una corsa no stop in bicicletta di 5000 km dal Pacifico all’Atlantico, passando per uno dei suoi ultimi traguardi: la salita al Monte Bianco partendo da Genova in bicicletta, si avete letto bene Genova, in 16 ore e 35 minuti.

Non c’è dubbio che esista un esemplare su 1000 dotato delle sue capacità,

ma anche noi, che non possiamo fare altro che leggerlo e guardarlo sfrecciare per un’altra impresa, possiamo appassionarci senza sudare neanche una goccia a questo volume semplice, divertente, scritto senza nessuna pretesa di insegnare, piuttosto di renderci partecipi di un’avventura.

In un qualche modo, abbiamo anche noi attraversato di corsa il deserto di sale in Bolivia, vissuto l’esperienza del tornato in America o alzato le braccia al cielo in cima al Monte Bianco dopo una salita estenuante. Che poi l’abbia fatto lui per noi poco importa, ci siamo sentiti parte di qualcosa.

Perché lo faccio? Per me innanzitutto. E’ inutile nascondere che c’è una buona dose di egoismo. Ma tutto questo è anche per le mie tre pesti, per avere qualcosa da raccontare loro, una lunga favola prima di andare a dormire.

 

Per chi si è incuriosito consiglio di dare uno sguardo al sito di Nico Valsesia dove ci sono alcuni video delle sue imprese, così tanto per vedere quello che fanno i super eroi.

 

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