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M’ama, non m’ama?

Rispondere a questa domanda, soprattutto quando si è molto giovani, corrisponde più o meno a dare risposte sull’Universo o trovare finalmente un senso al quesito è nato prima l’uovo o la gallina?

Ovviamente non è così facile darsi pace, e non sempre la risposta che vorremmo vedere nero su bianco corrisponde ad una verità certa. Soprattutto se si parla di sentimenti, struggimenti, occhi a cuoricino e tutto il resto.
Intro, racconta la storia di una ragazza, Lia, universitaria, appassionata di viaggi, fotografia e paesaggi, che vive la sua vita da fuori sede lontana da casa e da un Lui, che non riesce in alcun modo a dimenticare per quanto si sforzi.
Nella ricerca della sua individualità, Lia affida i suoi pensieri ad un diario e ad una lettera piena di ricordi, che segna un punto di svolta alla sua nuova vita. Decisa a lasciarsi alle spalle una storia d’amore mai decollata, e piena di buoni propositi parte alla ricerca di sé, per un viaggio zaino in spalla, molte domande e poche risposte.

Quello che non si immagina è di ricascare con tutte le scarpe in una nuova avventura con Andrea, un altro viaggiatore solitario con irrisolti problemi relazionali almeno analoghi ai suoi, ma in pieno stile maschile, con scarsissima voglia di rischiare.
Inutile dire che tra i due scatta la famosa scintilla, regalando momenti magici degni di una story su Instagram e altrettanto fugaci.
Ma nulla è perduto, perché grazie alla figura di Andrea, Lia riesce a superare limiti e paure, acquistando una consapevolezza che non pensava di avere. Forse, ma questo lo dico io, per superare questa serie di “pali in fronte” che la poveretta deve sopportare ogni volta che si innamora di qualcuno.

Salutiamo la protagonista nell’epilogo, più matura e cosciente di aver acquisito un’esperienza importante per la sua vita e pronta a partire con più entusiasmo di prima per i nuovi orizzonti che le riserverà il futuro.

La paura di innamorarsi non è forse già un po’ d’amore?
(Cesare Pavese)