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Breve, divertente, dinamico.

Mi mancava l’aria di montagna, in tutti i sensi. Fisici, perché qui trovare delle altezze è difficile e mentali perché in città è più difficile liberare la testa.

Mi aiuta Marco Malvaldi con il suo libro assolutamente azzeccato, per regalare 30 minuti, non uno di più, di pura leggerezza tra gli amici del Barlume e un caso di omicidio.

La trama

I quattro anziani con le rispettive mogli sono alla vacanza organizzata dalle Poste Italiane a Ortisei, Massimo si gode la sua libertà al Barlume finalmente svecchiata dall’assenza degli agée/abitué.
Ma ovviamente la calma non può durare. E durante una partita a scacchi, la commissaria Alice riceve una telefonata da un ottuagenario del team: a Ortisei c’è stato un omicidio al supermercato. Una donna è stata strangolata.

Apparentemente il caso non è di giurisdizione di Pineta e tanto meno del commissario a cui è chiesto di non indagare affatto. Proprio per questo la squadra degli anziani, capitanata a distanza da Alice troverà il modo, del tutto personale, di risolvere il caso.

30 minuti di puro divertimento negli immancabili irriverenti dialoghi toscani. Il racconto è tratto da Vacanze in giallo: una raccolta della Sellerio in cui compaiono di più autori; Alicia Giménez-Bartlett, Antonio Manzini, Francesco Recami, Alessandro Robecchi, Gaetano Savatteri e ovviamente Marco Malvaldi.

Assolutamente consigliato agli amanti del genere e a chi ha voglia di un po’ di aria di montagna di prima mattina!

Valutazione

Toscana con sorpresa.

Ho iniziato a leggere questa serie di libri dall’ultimo uscito: A bocce ferme, il motivo non lo so nemmeno io, per simpatia credo. A Bologna ho sentito spesso dire dopo una litigata furibonda tra soggetti che a bocce ferme, cioè dopo che era passata la rabbia, la ragione aveva preso il sopravvento. Mi sembrava piacevole revocare il capoluogo emiliano con tre parole che me lo ricordavano molto.

Peccato che Bologna non sia mai nominata, e le storie, tutte, si svolgano a Pineta, provincia di Pistoia e i protagonisti siano toscani 100%.
Poco male visto che il giallo in questione mi è piaciuto così tanto che ne ho letti altri 3 in due giorni:

  • La briscola in cinque
  • La battaglia navale
  • Il telefono senza fili

Massimo Viviani è laureato in matematica. Professione barista.
Complice anche la sua attività, si trova sempre a contatto con il pubblico e con le vicende che si snodano a Pineta, in particolare con gli omicidi.

Ogni libro infatti narra un delitto che si svolge in paese e che vede nei panni di investigatore non solo Massimo, ma un quartetto di ottuagenari che condividono con lui quotidianamente il BarLume.
Il linguaggio tipico toscano da un tocco di genuinità in più a tutto il racconto rendendolo, nel caso ce ne fosse bisogno, ancora più divertente e coinvolgente.
Intelligenti, a tratti irriverenti, originali e ben orchestrati i romanzi non stancano mai e viene quasi naturale finirne uno e iniziarne subito un altro senza soluzione di continuità.

I tratti distintivi dei personaggi fanno in modo che anche il lettore si affezioni e in un attimo eccoci tutti seduti al BarLume a guardare dagli sgabelli alti del bancone i 4 vecchi Sherlock Holmes e Massimo a servire la risoluzione del caso alla polizia.

Massimo Viviani entra a pieno titolo tra i miei personaggi preferiti a cui fare un saluto di tanto in tanto per andare a vedere che aria tira in paese.

E’ uscita una serie televisiva, edita da Sky, ma non ho ancora avuto voglia di vederla per non togliermi il gusto della fantasia nell’immaginarmi i protagonisti.

Consigliatissimi sotto l’ombrellone e perché no anche durante le fredde giornate d’inverno per rintanarsi un po’ al bar tra amici di vecchia data.

Valutazione