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Primavera fatti avanti

Aprile non può che essere incantevole, sopratutto in Italia se vieni da Londra, come le protagoniste del romanzo, dove normalmente piove e fa freddo come a novembre.

Il profumo dei fiori esce dal libro, insieme alla primavera, all’amore e alla scoperta di un paradiso terrestre che ironia della sorte si chiama San Salvatore, di nome e nei fatti visto l’effetto benefico che elargisce ai suoi abitanti.

La storia

Mrs Wilkins è una signora timida, riservata che come le donne del suo tempo, parliamo degli anni ’20 è sottomessa al marito. Per lui manda avanti la casa, gestisce la spesa con parsimonia e rigore e tutte le faccende. Da parte sua Mr Wilkins è ogni giorno più convinto di aver sposato una donna inetta, poco intelligente a cui passa un tanto mensile per le spese quotidiane e per se stessa.

Un giorno, al Club letterario la donna fa la conoscenza di Mrs Arbuthnot, una signora se possibile ancora più austera e religiosa.
Le due, loro malgrado, condividono un sogno riposto in un annuncio appena uscito sul giornale del Club: fuggire da Londra per un mese in un castello in Italia, lontano da tutto soprattutto dai loro mariti.

Le due estranee si trovano ben presto a condividere lo stesso ardore di fuggire, ma le spese sono alte e devono ricorrere per pagare l’affitto di San Salvatore ad altre due donne: la bellissima Lady Caroline, figlia della nobiltà inglese e l’anziana e vittoriana Mrs Fisher poco incline a qualunque dimostrazione di affetto nei confronti del mondo.

La partenza

Le quattro donne, riescono a programmare la loro partenza raccontando mezze verità ai rispettivi mariti con il desiderio di ritagliarsi finalmente un periodo di isolamento personale, in quello che sembra essere un paradiso in terra.

E’ il primo aprile quando inizia la vacanza a San Salvatore. Di nome e di fatto perché le 4 donne non solo impareranno a convivere con le loro paure e i loro limiti ma sarà anche l’occasione per rivalutare tutta la loro storia personale, la loro vita familiare e prima di tutto quella coniugale.

Le donne alla fine si sa, la sanno lunga su tante cose e in quanto a padronanza di se, e riscatto non sono seconde a nessuno.

E’ un libro primaverile, che toglie da addosso il freddo dell’autunno con tanta voglia di novità, colori e fiori sul balcone.

Il finale, ammetto un po’ scontato o meglio prevedibile, ma questo non toglie la freschezza di questo racconto uscito per la prima volta nel 1922. Immagino la faccia della critica di allora davanti a questo testo, il primo commento deve essere stato sicuramente di irriverenza nei confronti della società di allora.

Forse anche per questo vale davvero la pena una lettura.

Invece bisognerebbe continuare (con dignità, naturalmente) a cambiare, per quanto vecchi si diventi. Non aveva niente contro il cambiamento, il maturare ulteriormente, finché si era vivi non si era morti, ovvio – perché cambiare e maturare sono, appunto, la vita.

 

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