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21.

Prima domenica di avvento, prima candela di quattro accese.

Dicembre si è aperto con la conclusione della biografia che stavo leggendo, un polpettone buonissimo, e un pranzo di Natale pieno di bambini in una bellissima casa di campagna. Un fantastico modo di festeggiare l’ultimo mese dell’anno.

Ho anche comprato una nuova agenda del 2019 su cui ho già annotato le cose importanti: estetista 4 febbraio, per esempio.

Sono appena ripartita da Bologna su volo low-cost per tornare a Barcellona, e questo momento esprime perfettamente il mio stato d’animo: sospeso.

E nelle orecchie fin troppo azzeccata:

Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio e occhi bendati su un cielo girato di spalle, la pazienza a casa nostra il coraggio, il tuo conforto ha che fare con te.

Bologna addobbata a Natale è bellissima. Elegante, viva e piena di panettoni e biscotti in ogni vetrina.

Una volta ho parlato con una ragazza spagnola che ha fatto l’Erasmus a Bologna, diceva di essere diventata improvvisamente un’integralista nei confronti del suo paese e di aver mangiato molto più Jamon Serrano in Italia di quanto non ne avesse mai mangiato in Spagna.

Quanto la capisco.

Mi sembra che solo gli italiani sappiano cucinare, il pane con l’olio esiste in tutto il mondo, ma vuoi mettere con l’olio toscano? La pasta la puoi fare anche a Barcellona, ma vuoi mettere con quella della zia? Il polpettone non lo vendono anche in Spagna? Eh! Ma la carne non è mica buona come quella italiana!

Tutte cose a cui ovviamente non avrei mai dato peso 2 anni fa. Eppure, ho imparato che le cose di casa hanno un sapore diverso che va molto oltre gli ingredienti in senso stretto è un retrogusto di nostalgia che rende anche i cavolfiori più saporiti.

Stasera per vincere l’idea del ritorno in “terra straniera” e che domani è lunedì cederó a una pizza surgelata ai 4 formaggi! Chiodo scaccia chiodo!

14.

Ho quasi finito il libro sui classici rivisti e scorretti; non so se complice la cena di ieri sera ma ho sognato che Anna Karenina veniva uccisa dal protagonista di Profumo. Non so cosa ci fosse nei tacos ma qualcosa di forte…

Stamattina neanche un caffè all’italiana può riattivarmi, per fortuna è domenica e non mi sono richieste particolari doti intellettuali almeno fino alle 13:00. Poi mi inventerò qualcosa.

Per gli amanti della serie “il divano è la mia seconda pelle” oggi consiglio un film che mi è piaciuto moltissimo A Star was born con Bradley Cooper e Lady Gaga; su IMdb ha preso ben 8,2 su 10. Un film che rivela, nel caso ce ne fosse bisogno, la voce pazzesca di Lei e la bravura di Lui. Un po’ amaro il finale ma insomma è domenica avrete tempo per riprendervi!

Se avete voglia di leggere, Ora dimmi di te di Camilleri è perfetto per le riflessioni dell’ultimo giorno della settimana. Il più grande autore italiano scrive una lunga lettera alla pronipote Matilda di 4 anni, un bellissimo spaccato di una Storia che è stata e di un futuro che fa un po’ paura.

Un po’ triste? Scusate, sto ancora digerendo la mezcal messicana.

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7.

Così siamo arrivati al post n°7, finisce una colonna e ne inizia un’altra nella home page. E’ quello che fa la domenica, tutte le settimane.

Un’altra cosa fa l’ultimo giorno della settimana: bilanci. Sono qui seduta sul divano con il mio caffè in mano e mi guardo attorno, tutto tace. Penso alla settimana passata a quante poche cose ho concluso ma anche a piccole soddisfazioni, l’apertura di questo spazio, la vellutata di ceci.

Neanche a farlo apposta appoggiato proprio davanti a me ho una rivista, di quelle gratuite che trovi nelle agenzie immobiliari di lusso. In copertina c’è un signore di bell’aspetto attempato in completo blu che ha nella mano destra un gigantesco mazzo di fiori e in quella sinistra un hot dog. il titolo in fluorescente cita !Llévame contigo! Lugar que ver antes de morir.. ovvero Portami con te! Luoghi da visitare prima di morire.

Ovviamente il signore attempato 007 del barrio può rimanere a casa a cucinare hot dog però il massaggio è invitante, è domenica è tempo di bilanci. Quante cose da fare, da vedere e quanto tempo perso appresso a cose che fanno stare male?

Vi ricordate Fuga sul Monte Kenia la fuga e ritorno di Benuzzi e due compagni di cella dal campo di detenzione per raggiungere la vetta del Monte Kenia? Ecco vorrei avere quello spirito lì ogni tanto, la sete di avventura per lasciare il quotidiano e andare verso l’alto.

E’ domenica, tempo di bilanci. Che nostalgia di montagne.

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