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Consiglio a tutti un viaggio in treno o in aeroporto una volta ogni tanto. Per rendersi conto dell’umanità che c’è qui fuori. C’è un mondo davvero.

Oggi ho preso nell’ordine 3 treni e sto aspettando davanti al gate del mio volo. Mi sono seduta davanti ad un bellissimo bambino africano con la sua mamma che per tutto il tragitto ha cercato di mangiarsi i piedi, poi vicino ad un signore belga che mi ha preso e ridato la valigia senza che io glielo chiedessi e con un gran sorriso mi ha detto “molce graccie” e un signore pelato con la testa lucidissima che pretendeva che qualcuno si sedesse sulle sue 4 valige.
Adesso ho davanti a me due ragazzi, 30 anni in due, lui maglietta della nasa ciuffo e anelli, lei apparecchio, coda di cavallo frisè masticano un big babol… mi guardano strano, forse perché sto osservando con fare indagatore tutti i presenti o forse perché sto mangiando una puzzolentissima insalata di tonno e ho appena tirato fuori dalla valigia un’arancia.
La signora dietro di me fa i compiti per telefono con il figlio, stanno cercando di capire quanto misurano gli angoli di un triangolo se uno è il 3/7 dell’altro… non sono sicura di aver capito bene, alla parola angolo retto il mio cervello si è sconnesso. La risposta è fenicottero,sicuramente.
Lo dicevo che c’è un mondo qui fuori. I due mangiatori di big babol si sorridono e si scoppiano le bolle a vicenda, c’è un mondo qui. Variegato e bellissimo.