Articoli

40.

Quaranta numero pieno per questo giorno 11 gennaio che è anche poi il mio compleanno.
Gli anni scorsi non avevo mai voglia di festeggiare, non so, il segno del tempo che passa più che gioia mi metteva tristezza. Un altro anno, un altro anno senza granché da dire, senza grandi novità.

Ma quest’anno è diverso e sono felice di aggiungere una candelina sulla mia torta tutto grassi che non dovrei sicuramente mangiare. Soprattutto ho concretato la certezza che vale la pena godersi ogni momento. Vedere gli anni che scorrono è una benedizione per cui ringraziare ogni giorno, perché non tutti possono vantare la stessa fortuna, quindi ben vengano le rughe e i capelli bianchi (sigh!)

Bob Hope, morto centenario, sosteneva che esiste un preciso momento in cui ci si accorge d’essere irrimediabilmente vecchi: è quando le candeline costano più della torta di compleanno.

Ad ogni modo l’unica perplessità che mi rimane da sciogliere rispetto a questo giorno è quello dei desideri.
Fino all’anno scorso esprimevo sempre lo stesso in ogni circostanza: candeline sulla torta, primo frutto dell’anno, stelle cadenti. Quando anche gli astri si sono stancati della mia perseveranza e monotonia hanno fatto si che questo si avverasse così adesso non ho ancora concretamente pensato a niente.
E mi sono già fatta sfuggire più occasioni: il primo mandarino dell’anno, le prime castagne. Per questa sera devo assolutamente rimediare.
Direi che ho l’imbarazzo della scelta ma comunque voglio meditare bene ed essere molto dettagliata: vorrei leggere molto non basta, vorrei trovare un lavoro neanche, metti che poi mi chiamano come addestratrice di volatili per carità non sfidiamo la sorte.

Ad ogni modo ho ancora qualche ora di tempo per affinare la mia scelta.

Il regalo più bello che ho ricevuto è un albero. La mia amica Francesca ha piantato per me un banano che si chiama Bob in Camerun tramite la piattaforma Treedom, un’idea molto bella per aiutare l’ambiente e l’economia dei paesi più poveri.
Bob al momento è un piccolo germoglio ma ci sono mani sapienti a prendersi cura di lui, e presto diventerà un albero con tanto di foglie e frutti! Per fortuna, sopratutto di Bob, lo posso monitorare online e non in loco perché le mie competenze agrarie al riguardo non gli garantirebbero in alcun modo di crescere.
Sono molto fiera del mio dono e non vedo l’ora di vedere le sue prime immagini, potrò poi sempre dire in futuro che per il mio compleanno ho contribuito a creare una foresta.
Il premio nobel si avvicina!
Ecco il mio desiderio… troppo?

Un ragazzo decide di salire sull’albero e di non scendere mai più.

All’inizio tutti pensano che scenderà, che sarà solo un litigio tra padre e figlio, ma dopo qualche tempo la situazione non si risolve e Cosimo continua, per volontà propria a rimanere sugli alberi, prima intorno al giardino di famiglia e poi all’ esterno: nelle ville dei vicini ad Ombrosa e poi nei boschi. La vita è quella di un adolescente prima e di un adulto poi, con tutti gli annessi e connessi dell’età: amici, pregiudizi, amore, fregature, solo che tutto si svolge a 5 metri d’altezza.

Se la storia è sorprendente, il finale lo è ancora di più, vediamo un uomo ormai malato che non ha rinunciato alla sua vita aerea, arrampicarsi sull’albero più alto e poi innalzarsi dal suolo e… Vi ho già detto che non faccio la spia? No.. ecco non faccio la spia, vi racconto la trama ma non il finale, qualunque sussidio scolastico può giungervi in soccorso, anche wikipedia ovviamente. Ma Calvino lo fa meglio, se avete qualche ora da dedicargli:

La disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui si ribella.

Questo libro fa il tris con “il visconte dimezzato” e “il cavaliere inesistente” nella raccolta “i nostri antenati”. Ciascuno porta una prospettiva diversa e fuori dal comune della realtà: strana, inusuale, inaspettata.

E’ un libro che di solito consigliano alle Scuole Medie, personalmente ritengo che sia, neanche a farlo apposta, un sempre verde. Uno di quei libri che leggi in qualunque età e che in ogni fase dell’esistenza assume un livello di comprensione differente, un monito da sfogliare ad ogni decade della propria vita, per vedere se è cambiato qualcosa…

Credo che qualunque adolescente, leggendo il barone rampante, abbia pensato: adesso scappo di casa e ci provo anch’io.. ripercorrendo in una mappa mentale tutti gli alberi attorno a casa propria. Io purtroppo avevo una quercia secolare, che in concomitanza alla fine del libro, è stata segata alla base per rischio crollo. Finiti gli alberi intorno a casa mia. Piano abortito ancora prima di partire.

 

Valutazione