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27.

Da stamattina alle 8:26 a stasera alle 21:07 ho ricevuto 56 telefonate!
56 chiamate di lavoro, di ansie gettate addosso, di problemi, di risoluzioni, di fastidi altrui, per farla breve di beghe.
E domani nuovo round.

Odio il suono del mio telefono aziendale. Non lo sopporto, sono anni che per rifiuto ho tolto completamente la suoneria, è un rumore che generalmente è associato all’agitazione e a problemi da risolvere, che se potessi lo nasconderei sotto il materasso per essere certa di ignorarlo. Eppure non posso, se non suona lo cerco, perché non suona? Perché non mi risponde? perché non chiamano?

Ho sonno, ma sono rimasta in debito di tante cose oggi, di chiacchiere con la mia famiglia, di frasi da completare, di 10 minuti consecutivi senza interruzioni. Dov’è si è nascosto tutto quel sapore di natale che ho aspettato tanto? E il profumo di cannella?

In questi 6 minuti che mi separano alle 00:00 del 9 dicembre, mentre il mio gatto russa sulla sedia acciambellato mi accorgo per la prima volta che sono a casa.
Ecco forse alla fine il senso anche oggi di questa giornata. Sono a casa.

 

26.

Se, come dicevamo ieri, si apre ufficialmente la stagione di “cosa regali a”, è altrettanto vero che dicembre è il mese per eccellenza dedicato alle rimpatriate.

Tutti vogliono fare cene per rivedere vecchi amici, vanno per la maggiore almeno nel mio caso, le cene di classe, dall’elementari alle superiori si alternano gruppi di whatsapp e messagger per proporre date e organizzare mangiate conviviali al suono di “ti ricordi quella volta che..”

Devo dire che non sono mai stata un’accanita sostenitrice del rimpianto, ma ho scoperto che queste occasioni sono estremamente piacevoli, spensierate. E solitamente rimango sorpresa nello scoprire quanto siamo cambiati nel corso degli anni, la maggior parte in meglio, pur mantenendo infondo la nostra identità. La cena di classe è lo specchio della vecchiaia.

Questa, almeno oggi mi sembra così, è una di quelle cose che fa tanto Natale, che sa di buona abitudine, di casa.

25.

Da sabato 8 dicembre ufficialmente si apre la stagione “cosa regali a…?” Quest’anno per ovviare il problema ho deciso che mi focalizzo su due oggetti, che potrebbero diventare 3 se sono ispirata:

  1. libri
  2. mutande
  3. calze

diciamo che tutti e tre si possono indossare in tutte le stagioni, si prestano all’utilizzo quotidiano e non ce ne sono mai abbastanza. Non so voi, ma io di solito alla decima lavatrice ho già spaiato per sempre la coppia dei calzetti.

Stavo pensando, per movimentare un po’ la faccenda, di regalare un calzino a una persona e il secondo ad un altro in modo che i due si possano incontrare e scoprirsi “gemelli di filo di scozia”, così per vedere cosa succede. Ma forse abbandonerò l’idea social in favore della proprietà privata dei possessori di piedi.

Le mutande hanno il grande vantaggio di essere indivisibili e già suddivise per genere, quindi non mi resta che scegliere il modello e possibilmente la taglia giusta, che poi…,scusa utilizzata per tutte le mutande ricevute di dimensione errata o semplicemente orrende, c’è l’elastico e non le vede nessuno.

I libri vanno scelti con molta più attenzione sulla base del futuro possessore. E soprattutto, se posso consigliare, se fate una dedicata molto sentita di accompagnamento, abbiate l’accortezza di aver letto il libro che regalate o almeno di sapere di cosa parla. Giusto per evitare di regalare al vostro miglior amico La metamorfosi, con parole tipo

Quando ho letto questo libro ho pensato: è fatto apposta per te!
Mi è piaciuto moltissimo e ti auguro la stessa fortuna capitata al protagonista.

Buon Natale.

Per chi non lo sapesse, è la storia di un ragazzo che il mattino si sveglia trasformato in una blatta, tutta la famiglia lo schifa e lui muore di stenti, non prima di aver ricevuto una sonora ciabattata.
E, altro consiglio spassionato, se ve l’hanno regalato e volete farvi portatori dell’economia circolare, assicuratevi di aver tolto il vecchio biglietto di accompagnamento. Mia madre l’anno scorso ha ricevuto un vaso orrendo e nella nota c’era scritto: Cara Giovanna, buon Natale a te e famiglia. Peccato che mia mamma non si chiami Giovanna…

Se volete ispirarvi sui libri da regalare a vostri cari potete prendere spunto dall’Oroscopo del Cactus!

 

24.

Mi accorgo che non è facile avere sempre qualcosa da dire. Trovare un argomento interessante o qualcosa che ti ha colpito al punto di volerlo condivider con la rete.

Il trucco, mi dicono, per creare un blog di successo è creare contenuti validi e pubblicare tutti i giorni. Io lavoro da casa, il che implica che il movimento più significativo che faccio dopo essermi alzata dal letto e  aver fatto colazione è quello di mettermi alla scrivania e stare sulla sedia per 8 ore finché non finisco di lavorare.

Indubbiamente la mia vita è molto meno movimentata di quella di Michelle Obama, e anche meno rischiosa. Io posso andare al supermercato senza scorta e anche affacciarmi alla finestra. L’unico rischio reale è rappresentato dal cane mio dirimpettaio che abbaia ad ogni sguardo.

La mia invidia va a tutti quei siti che hanno la capacità di dare news intelligenti e pensate ogni giorno, che con un articolo divertente trovano l’occasione per strapparti 5 minuti e lasciarti qualcosa di utile fosse anche solo uno spunto. Ma come fanno?

Direte voi, e mi dico io per darmi una giustificazione, lo fanno per mestiere. Vorrei copiare i loro link e metterli nel mio blog spacciandoli come miei, ma c’è una cosa chiamata etica che me lo impedisce.
Il mio mestiere assomiglia più alla gestione di Animali Fantastici dove trovarli e come gestirli nella maggior parte dei casi. Si sostituisca “animali fantastici” con una parola qualunque, oggi per esempio sono nella fase “associazioni”, ieri “cori” e anche “volontari”… sono una specie di Ispettore Gadget dei poveri praticamente.

Nel frattempo mentre penso a come fare per diventare famosa, se siete interessati a sapere in quanto differisce la vostra vita da quella di Michelle Obama potete leggere la mia recensione di Becoming uscita proprio oggi nella sezione recensioni.

 

Prezzo: EUR 21,25
Da: EUR 25,00

23.

Ho dormito poco, pochissimo e adesso non so come fare a scrollarmi di dosso questo senso di nullafacenza. Vorrei essere operativa o come va tanto di moda dire “proattiva” ma la verità è che ho un sonno che mi si porta via…

Fino ad un certo punto della notte ho dormito, un paio d’ore credo. Poi sono andata dietro ad un pensiero nel dormiveglia e non c’è stato più niente da fare. Mi dava fastidio tutto; da prima i pantaloni del pijama, poi le lenzuola, il piumone, troppo caldo, troppo freddo, le lenzuola che si arrotolano e vorresti tirare fuori le mani ma non riesci perché hai creato un bozzolo indistricabile.

Stamattina avevo uno strano ciuffo in testa che rispettava perfettamente il mio stato d’animo: confuso e altalenante.
Non so se avete letto le tre del mattino, un bel libro di Carofiglio che racconta la storia di un ragazzo affetto da una singolare forma di epilessia che è costretto a rimanere sveglio 3 giorni di fila per verificare se la terapia a cui si è sottoposto ha fatto effetto. Ecco lo stato di alienazione è più o meno lo stesso.

Voi che rimedi usate contro l’insonnia?

Io le ho provate tutte, tranne i rimedi chimici, ho tentato con la camomilla che funziona fino a quando non devi andare a far pipì alle 3 di notte perché hai bevuto prima di andare a letto.
Ho provato con lo sport durante il giorno, ma se ho fatto un movimento audace mi viene mal di schiena ed è peggio ancora.
Ho provato con la meditazione guidata, ma quando finisce di parlare mi viene l’ansia che non dormo e mi agito oppure ha una voce fastidiosa e non riesco a concentrarmi.
Una volta ho provato ASMR per chi non lo sa, si tratta di gente che simula dei suoni che dovrebbero rilassare: leccare delle cose per esempio, ma l’immagine di questa tizia che lecca degli auricolari per simulare il suono mi ha letteralmente disgustato.
Se ve lo state chiedendo, no, non c’era niente di ambiguo o volgare era una tizia che leccava degli auricolari.
Credo che il panorama sia molto più variegato di quello che ho ascoltato io, ma la mia esperienza nasce e muore con l’indigestione del microfono e sicuramente l’effetto e stato tutto tranne che rilassante.

Mah!

 

22.

Un lunedì di grandi soddisfazioni: il mio pomodoro autonomo sta crescendo a vista d’occhio. E’ ancora molto verde ma rimango fiduciosa sulle sue possibilità di arrossire in tempi rapidi. Se volete vederlo con i vostri occhi vi invito a farlo cliccando qui.

Ho deciso che quando sarà il momento ne farò una bruschetta! Speriamo non si congeli nel frattempo, che sarebbe poi anche giusto considerando che la stagione dei pomodori va da giugno a settembre. Poi dicono che i cambiamenti climatici sono un’invenzione degli attivisti.

Intermezzo semiserio- semi di parte

Qualche giorno fa, a questo proposito ho letto un articolo che trovate qui dedicato ai 10 romanzi sui cambiamenti climatici, che sembrano molto interessanti.
Il clima, il riciclo dei materiali, la dispersione nell’ambiente di materiale plastico, sono argomenti che ci devono importare almeno quanto ci interessa quello che mangiamo e il fatto che non interessi ai leader politici non deve essere un deterrente per chiudere gli occhi.
Lo dico prima di tutto a me stessa perché mi affatica il solo pensare di dividere ogni cosa in settori e andare alla ricerca del bidone giusto dove inserire cose sgocciolanti dal dubbio profumo, ma quando leggo che nello stomaco di una balena la scorsa settimana sono stati trovati:

  • 115 bicchieri di plastica
  • 25 borse di plastica
  • 4 bottiglie di plastica
  • 2 paia di infradito
  • oltre 1000 pezzi non identificati di plastica

mi viene il voltastomaco. Anche perché l’altro ieri ho mangiato salmone e mi chiedo disgustata cos’ho ingerito insieme alla sua carne?

E’ faticoso avere un atteggiamento corretto, lo è sempre anche quando non si parla di ambiente. Anche evitare di mandare a quel paese il tuo capo tutti i giorni richiede una buona dose di self-control, e un respiro profondo allo stesso modo che allungare il tuo passo di 10 metri e mettere i rifiuti nel giusto contenitore. Mia madre direbbe che è tutto questione di educazione.
Motivo per cui, almeno al momento, non sono ancora disoccupata.

Comunque non è normale che un pomodoro cresca a dicembre anche se è tanto carino!!

Fine pippone semi serio.