Articoli

7.

Così siamo arrivati al post n°7, finisce una colonna e ne inizia un’altra nella home page. E’ quello che fa la domenica, tutte le settimane.

Un’altra cosa fa l’ultimo giorno della settimana: bilanci. Sono qui seduta sul divano con il mio caffè in mano e mi guardo attorno, tutto tace. Penso alla settimana passata a quante poche cose ho concluso ma anche a piccole soddisfazioni, l’apertura di questo spazio, la vellutata di ceci.

Neanche a farlo apposta appoggiato proprio davanti a me ho una rivista, di quelle gratuite che trovi nelle agenzie immobiliari di lusso. In copertina c’è un signore di bell’aspetto attempato in completo blu che ha nella mano destra un gigantesco mazzo di fiori e in quella sinistra un hot dog. il titolo in fluorescente cita !Llévame contigo! Lugar que ver antes de morir.. ovvero Portami con te! Luoghi da visitare prima di morire.

Ovviamente il signore attempato 007 del barrio può rimanere a casa a cucinare hot dog però il massaggio è invitante, è domenica è tempo di bilanci. Quante cose da fare, da vedere e quanto tempo perso appresso a cose che fanno stare male?

Vi ricordate Fuga sul Monte Kenia la fuga e ritorno di Benuzzi e due compagni di cella dal campo di detenzione per raggiungere la vetta del Monte Kenia? Ecco vorrei avere quello spirito lì ogni tanto, la sete di avventura per lasciare il quotidiano e andare verso l’alto.

E’ domenica, tempo di bilanci. Che nostalgia di montagne.

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6.

Sabato, è sabato, sabato! Avrei voglia di iniziare un nuovo libro e sono molto indecisa al riguardo. Ho più possibilità: Marco Malvaldi, Baricco, Anne Tyler… ultimamente mi faccio consigliare da un sito che trovo molto ben fatto Il Libraio  oltre alle sezione dedicata ai libri ha una rivista con tutte le proposte. Ho letto e recensito Settembre può aspettare e il consiglio è stato assolutamente ripagato.

Avrei anche voglia di cucinare un dolce, una torta da mangiare a merenda, ma non ho ingredienti e questo mi ricorda che devono andare a fare la spesa e se non voglio essere inglobata da una massa informe di gente che fa provviste per la carestia è anche ora che mi dia una mossa…

C’è un cane, nel balcone del condomino davanti al mio che mi sta guardando con una faccia a punto interrogativo, adesso si è seduto, per osservarmi meglio. Secondo me si sta chiedendo se mi alzerò da questo stadio di letargo da sabato. Più tardi gli darò soddisfazione, devo uscire per forza.
Deve averlo capito perché è tornato in casa con la coda dritta, evidentemente non sono più molto interessante.

Intanto sulla breve distanza ho preso una decisione per il libro da leggere da mettere nella sezione Il tempo di una pausa, datemi qualche giorno e lo potrete leggere.

Voi che fate?

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5.

Dio benedica il venerdì! Mi sento meglio solo al pensiero che domani non sia un giorno lavorativo, o almeno non da computer, telefono incollato all’orecchio, ansia crescente.
Conosco davvero poca gente che ama il suo lavoro, ad eccezione di mia madre, una mosca bianca d’altri tempi posizionata stabilmente sulla sua scrivania, sempre la stessa, da 41 anni!
A me solo l’idea mette i brividi.

Per fortuna il venerdì aiuta a reinstaurare un equilibrio e gettare luce sul futuro prossimo con la prospettiva di due giorni di stacco per ricaricare le batterie per la settimana a venire.

Il momento più bello del weekend è il sabato mattina: svegliarsi con calma, fare colazione osservando il tempo di ustione/non ustione del caffè. La parola d’orine è Slow!
Prima chiaramente di buttarsi nella mischia di: spesa, coda al banco del pesce, coda al banco della carne, coda per pesare la verdura, coda alla cassa, no, signora c’ero prima io, si rompe la busta, arrivo a casa, ho dimenticato l’acqua, torna al supermercato, coda alla cassa, no signora, le dico che c’ero prima io, posso passare ho solo l’acqua? Quanto pesano le bottiglie, coda in ascensore, stramazzo sul divano, sono già le 2, ma non dovevamo pranzare?

Ecco Slow!

Poi è domenica è già mi viene l’ansia che il giorno dopo è lunedì e il vortice riprende implacabile fino al venerdì successivo. Vi risparmio i miei giorni festivi lavorativi perché oltre alla coda ad ogni banco del supermercato sarebbe infarcito da telefonate di gente che si lamenta perché il figlio non ha potuto fare la foto con il Mio Mini Pony, e no, non lavoro in un maneggio di animali fantastici.

Mi viene in mente un frase di Siddartha che ho ripescato dal sito delle frasi celebri:

La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri pochi sono, come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.

Personalmente il 99% del mio tempo mi sento una foglia portata dal vento, saltuariamente per quel 1% mi sento di fare la cosa giusta. Forse è sufficiente, chi lo sa. Guardo sempre con molta diffidenza gli articoli di quei soggetti che si dicono felici, dopo aver lasciato il lavoro che li opprimeva ed essersi trasferiti nei boschi a fare marmellate con le bacche. Saranno davvero felici?

Non ho esperienze dirette, ma davvero mi piacerebbe chiedere a qualcuno che ha staccato con il passato se si è pentito, se ne vale la pena? E soprattutto a un certo punto qualcuno ti fornisce un paracadute?

Come dicevo, Dio benedica il venerdì soprattutto perché domani è sabato…

 

 

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4.

Stamattina ho imparato una cosa che non sapevo. Succede spesso.
Stavo cercando su SOS WP, il mio sito di riferimento per ogni dubbio blogghistico, le dinamiche per creare un calendario editoriale.

Leggendo l’articolo ho scoperto che esiste un sito che si chiama Awareness, dove sono riportate tutte le ricorrenze che festeggia il mondo. Piena di speranze per creare un post a tema chessò Giornata mondiale dei mangiatori di limoni, vado sulla piattaforma.

Oggi, pare sia la World Pancreatic Cancer day. Ecco diciamo non proprio il genere di articolo che avevo in mente.

Pare, e questa è una gran bella prospettiva per il futuro, che oggi più di 60 organizzazioni provenienti da 27 paesi diversi si riuniranno per portare l’attenzione mediatica sul cancro più duro da sconfiggere con l’obiettivo di confrontarsi su nuove strade per abbattere questa malattia mortale.

Purtroppo da qui a domenica non ci sono eventi leggeri, cito a favor di cronaca:

  • Charles Bonnet Syndrome day
  • National HIV Testing Week 2018
  • World Horse appreciation Day 2018 > io dico che bisognerebbe chiedere al cavallo…

Ma lunedì 19 è il World Toilet Day 2018, allora tenetevi forte perché su questo punto c’è molto da dire!

Mi sento di suggerire un libro, poiché di lettura parliamo anche in mezzo alle facezie, molto triste, ma molto bello che era candidato al Premio Strega di quest’anno si chiama Le Stanze dell’addio, trovate la mia recensione qui.

Intanto qui, è spuntato il sole, proprio adesso. E’ un segno!

 

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3.

La vellutata di ceci è venuta una bomba! Saporita, gustosissima e di perfetta consistenza. Niente male per la seconda vellutata che faccio in vita mia. La prima sabato scorso di zucca, buonissima!

La verità è che in questa città le cucine sono a prova di lillipuziano, io la mia coinquilina abbiamo qualche piatto e una posata a testa per esempio, altro non ci sta. Motivo per cui ogni volta che un piatto riesce va festeggiato. Siamo bravi tutti (che poi non è vero) a cucinare in in 20 mq di spazio ma in 4?

Stamattina ho pubblicato la recensione di Un incantevole aprile , un libro davvero primaverile che porta un po’ di sole nell’autunno che c’è fuori. Al termine del romanzo avevo voglia di fiori sul balcone, ma considerando il mio pollice nero, forse meglio rimandare a stagioni più promettenti.
Gli unici prodotti che crescono nei mei vasi sono quelli spontanei, erbacce tante, e un pomodoro che sta lì manifestando la sua voglia di maturare a discapito di novembre.

Qualche mese fa mangiai un pomodoro sul balcone e voilà è cresciuta una pianta. Ovviamente ha fato tutto da sola, se ci avessi messo del mio sarebbe terra bruciata da quel dì.

Ad ogni modo oggi è mercoledì, e siamo già più vicini a venerdì di quanto non lo fossimo ieri. Questo è un altro ottimo motivo per essere sorridenti. E poi è il 14 novembre, vuol dire che tra qualche giorno arriva lo stipendio!

D’altronde se dovessi vivere dei frutti della terra, con le mie pessime qualità contadine sarei già morta di fame!

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2.

Oggi ho fatto la mia prima lezione singola di spagnolo, un piccolo passo per l’umanità ma un grande passo per l’uomo, va bè dai per me.
La profesora, rigorosamente con una “s”, si chiama Gemma, con due “m” e sembra un bel mix di quarantenne hippy, fiesta, Barcellona.
Per introdurre l’argomento qualità / difetti mi ha fatto leggere un dialogo in cui una ragazza si innamora contemporaneamente di un ingegnere e di un creativo.

Mi sono sentita molto Snoopy quando traduce i messaggi di Woodstock.

Snoopy-docet

 

Ora non mi rimane che fare i compiti assegnati e imparare a pronunciare la “Jota”, il più è fatto.

Per il resto la giornata mi regalerà ancora una lezione di yoga, stasera gravity, non mi è ancora chiaro se il nome sia dato dalla gravità con cui si cade rovinosamente al suolo cercando di rimanere in equilibrio precario sulla punta delle mani oppure dalla congiunzione astrale che ti dovrebbe connettere con l’universo.

E poi dare una risposta sensata all’onnipresente domanda delle ore 20:00, che si mangia per cena?

Ho pensato di lanciarmi sulla vellutata di ceci. Voi?

 

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1.

Oggi è lunedì 12 novembre 2018. Fa freddo, a dire la verità in casa mia fa freddo. Fuori no.
Vivo in una casa gelata con fessure nelle finestre larghe quanto una mano e vetri sottili quanto un foglietto.
E’ novembre, siamo a Barcellona e io ho freddo.

Forse anche per questo faccio ginnastica mentale, per scaldarmi le meningi. E così prima ancora di verificare se questa proposta porterà da qualche parte mi lancio nel tentativo di rinnovare e tenere in vita questo blog con 1 post al giorno.

I più smart, oggi se non sei smart non sei nessuno, si saranno resi conto che i giorni dell’anno sono 365 ma nel mio titolo ne ho tolti 5. Dai, siamo onesti, non sono così perseverante da scrivere davvero tutti i giorni.

La scorsa settimana sotto 8 strati di piumone ho visto un film, che è anche un libro, dal titolo Julie & Julia è la storia, vera, di una ragazza degli anni 2000 che apre un blog con l’interno di riproporre in 1 anno tutte le ricette di Julia Child, probabilmente la cuoca più famosa che l’America abbia avuto, o meglio colei che ha insegnato agli americani la cucina francese.

E così mi sono detta, infondo perché non provare ho un sacco di amiche che si chiamano Giulia, che sia di buon auspicio!

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