24 pagine, il tempo necessario per entrare nella vita di un uomo che ritorna a Napoli dopo diversi anni passati al Nord, tra il lavoro in fabbrica, gli scioperi e le contestazioni operaie.
Ricompare nella sua città, per amore, come manovale, nel percorso casa/lavoro/casa legge un libro ormai consunto: Viaggio al termine della notte, che accompagna anche noi fino a quando le ultime pagine esauste del tran tran quotidiano si staccano dalla copertina.
Nelle poche facciate che formano questo racconto c’è tutta la vita di chi è partito, ha lasciato il nido e poi torna dopo una lunga pausa e tutto è diverso anche se il Vesuvio è sempre lì:

In altre città ero stato uno di Napoli, bastava agli altri e a me quella provenienza. A Napoli non mi era accreditata. Tra gli operai della mia lingua ero accolto come un forestiero.

Come dire: è breve ma intenso, e come ho letto in un commento di un ragazzo: “è pieno di frasi memorabili”, è vero, è uno di quei libri da sottolineare. Ogni tanto personalmente inseguo la bellezza del pensiero scritto e mi perdo il ragionamento, ma credo che faccia parte dello stile dell’autore.
E poi infondo perché porre un limite alla poesia.. lasciamo che scorra, possiamo sempre tornare indietro e rileggerlo: 24 pagine durano il tempo di un caffè lungo!

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