Quando la neve copre tutto e lascia solo desolazione.

Sotto la neve nasconde un dramma, il lettore se lo deve aspettare anche perché c’è scritto proprio in copertina [Il Dramma], e poi sotto: Questa storia è realmente accaduta in un altro universo.

All’inizio pensavo si trattasse di una storia di bambini in gita scolastica: piccole scaramucce vicendevoli, antipatie ormonali, stili differenti, insomma la classica situazione in cui abbiamo visto tutti dai 12 ai 15 anni.

Invece no.

Sotto la neve, racconta la storia di un gruppo di studenti delle scuole medie, in gita, che rimangono vittime di una valanga dentro all’albergo che li ospita. Prima di arrivare al nocciolo della trama conosciamo i personaggi più da vicino.

Ci sono le gemelle Barbie, ossessionate dai mezzi di comunicazione e dal loro aspetto fisico, la bambina emo che ama infliggersi dolore, i bambini in carne che subito vengono presi di mira per il loro peso e la loro ingenuità e Sara, una ragazza apparentemente normale e forse per questo fuori dal coro.

Il dramma

Sul rifugio che ospita gli studenti si abbatte una valanga che seppellisce l’abitazione e tutti i suoi abitanti. Ad uno ad uno perdono la vita tutti gli studenti, chi ibernato, chi perché talmente amante del dolore decide di sua sponte di passare a miglior vita, chi soffocato dopo aver subito una violenza sessuale.

Sono onesta, non credo di aver davvero capito il messaggio dietro a questo libro, ma sicuramente il titolo è azzeccato: Sotto la neve, si possono nascondere tracce, infamie, si può fingere di essere chi non si è o essere quello che siamo veramente nascosti agli occhi del mondo.
Sotto la neve è più facile morire che sperare nella salvezza. Sotto la neve c’è un’altra vita.

E’ un libro che ti rende estremamente triste, solo, come davanti ad un paesaggio imbiancato sospeso nel vuoto.

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