pessime scuse per un massacro

Un commissario, una vendetta e una storia d’amore, forse due.

Mi affaccio a questo autore per la prima volta, grazie al suggerimento di un’amica che mi ha facilmente convinto scrivendomi: “adorerai il Commissario Mordenti”, con queste premessa mi sono detta che ne sarebbe valsa assolutamente la pena e poi tendo ad assecondare i consigli, letterari soprattutto.

“Pessime scuse per un massacro” fa parte, insieme ad altri 5 romanzi, della saga “Les Italiens” che racconta le vicende del Commissario Jean Pierre Mordenti. Purtroppo per scarsa disponibilità online non sono riuscita a partire dal primo libro, avrei voluto imparare a conoscere il Capo della Brigata Criminale di Parigi e la sua squadra un po’ per volta; avrebbe evitato di rendere il mio giudizio sul personaggio parziale.

Ad ogni buon conto la storia per farla breve come un verbale è la seguente: il Commissario Mordenti, viene spedito vicino a Fontainebleau dove hanno trucidato un pluridecorato Senatore della Repubblica, eroe della Resistenza, la figlia e la guardia del corpo. Si apre un’ indagine segreta e delicata portata avanti congiuntamente alla polizia locale, che nasconde una vendetta che risale ai tempi della seconda guerra mondiale.

Unici indizi sulla scena del crimine: una mitragliatrice del 1945, l’immagine ritagliata di due occhi di donna e la statuina di resina di Babar.

Al primo, si susseguono altri omicidi, sempre più macabri ma con gli stessi reperti sul campo.
Per capire il movente e il motivo occorre percorrere a ritroso la storia della Resistenza, dello sbarco degli alleati e delle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento.

Una storia nella Storia che non smette di stupire con una suspance in crescendo degna di un noir a regola d’arte.
Non manca l’amore, anzi gli amori. Uno complicato, a volte un po’ perseverante ma sincero. Credo che leggendolo tutte le donne avrebbero voluto almeno una volta nella vita un ammiratore determinato tanto quanto Mordenti alle prese con l’irraggiungibile Capitano Trang. Forse.
L’altro, antico, spietato e doloroso, è la chiave di volta del libro.

E’ un volume da leggere tutto d’un fiato per non perdere il filo, anche perché la trama è complessa e i nomi dei soggetti mutevoli, forse anche per questo l’autore ad un certo punto inserisce il celeberrimo spiegone che io personalmente apprezzo molto.

Mi piace riuscire a dare un volto ai personaggi dei libri, con qualcuno è più facile, con altri meno, me li fa sentire più vicini. Non sono riuscita a dare un volto a Mordenti: direi abbastanza giovane o almeno giovanile, sicuramente attraente e altruista, saltuariamente sboccato, mi sembra così di primo acchito uno che si prende delle sonore cantonate per le donne sbagliate. Per il momento me lo figuro a metà tra un simil Marco Giallini e il bagnino di Ceriale. Diciamo che siamo in fase di conoscenza, credo però che andremo a cena per un nuovo appuntamento quanto prima.

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