Onde che si susseguono scandite dal tempo, un battito di ciglia che si ripete all’infinito, andata e ritorno in moto perpetuo.
Il mare che prende tutto e restituisce i resti: la paura, l’amore, l’incertezza. Un contenitore di esseri e di essere.
Ecco quello che ho capito di Oceano Mare: niente.

E’ un libro meraviglioso, pieno di parole sapientemente legate che suonano come una poesia che ti attira fino alla fine, un insieme di citazioni che vai a vedere online per scrivere i biglietti d’auguri. Ma quando arrivi alla fine non hai capito neanche una parola della trama.

Va bene così, la bellezza non sempre va spiegata.

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