dieta

Mangiare, che meraviglioso dilemma

C’è chi pensa che i problemi esistenziali si possano risolvere in poche semplici domande: chi siamo? Da dove veniamo? Io dico che il quesito che attanaglia l’Universo è solo uno, sarà efficace la dieta?

Ho atteso molto per scrivere questa recensione, perché volevo prima di tutto sperimentare su di me il metodo della dott.ssa Rasio del suo libro Dieta non dieta.

Attenzione al titolo perché potrebbe rimandare a quei rimedi (inutili) che vanno tanto di moda adesso in cui mangi tutto quello che vuoi, quando vuoi e quando sali sulla bilancia hai perso 19 kg, ecco no. Questo è un libro serio. E soprattutto abbastanza oggettivo da riconoscere che il primo passo per rimettersi in forma è mangiare cose buone.

Ce ne siamo dimenticati ma le cose buone di solito non sono quelle in pacchi da 12 con la confezione colorata o quelle che trovi nel congelatore con un signore attempato in mezzo al mare.

Andiamo con ordine

Il percorso si divide in 4 fasi, 1 fase al mese.

La prima fase è la più dura perché elimina completamente i carboidrati, gli zuccheri, i formaggi, in generale tutti i prodotti confezionati, dalla seconda in poi c’è un graduale inserimento dei carboidrati a basso indice glicemico, delle proteine animali fino alla quarta fase che dovrebbe durare per sempre in cui puoi mangiare, udite udite, tutto.

MISSION: costruire un piano alimentare equilibrato che ci consenta di raggiungere e mantenere il nostro peso naturale.

Parliamoci chiaro: fare una dieta è difficile.

  • Prima di tutto perché bisogna volerlo. Se manca la volontà qualunque tentativo di rigore alimentare fallisce ancora prima di iniziare.
  • Secondo poi, perché automaticamente quando ti viene impedito di mangiare qualcosa te ne viene voglia.

Però

parlo della mia esperienza personale, di chi parte da una situazione di normo peso e semplicemente come tutte le donne vuole affinarsi un po’ nei punti adiposamente conosciuti.

Aspetti positivi:

  1. Educazione: viviamo nell’epoca del confezionato e della velocità. Ci dimentichiamo troppo spesso che la natura ci mette a disposizione tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Imparare a cucinare i cibi in casa è già di per se una dieta che unisce sapore, gusto e sostanza. Oltre alla soddisfazione di poter dire “l’ho fatto io!”
  2. Sincerità: come dicevo è un libro serio. Prima di cominciare mette tutte le carte in tavola. Se vuoi dimagrire lo devi volere, se no amici come prima. L’autrice, cosa che ho molto apprezzato, è molto chiara in merito. Non promette una dieta dai risultati immediati, piuttosto un percorso per imparare a mangiare per sempre nella maniera corretta, con l’obiettività di dire che sì, si può mangiare la torta della nonna e la lasagna fatta in casa! Chi l’ha detto che per stare in forma bisogna mangiare solo verdura lessa?
  3. Gusto: è una dieta che mette al centro le papille gustative. Di solito si pensa che la dieta sia triste, noiosa. Invece per niente, l’autrice, buon gustaia, sa quanto sia importante appagare le papille e propone abbinamenti mirati, saporiti e per niente scontati.
  4. Pratico: ad ogni fase sono abbinate delle ricette nel concreto che si possono facilmente riprodurre. E soprattutto, tutti gli ingredienti sono a portata di mano.

Se dovessi trovare qualche difetto a questo libro davvero ben fatto, direi solamente che manca completamente l’aspetto legato allo sport. Ogni dieta di solito è associata all’educazione fisica universalmente riconosciuta per il suo valore.
Ma è pur vero che un libro, per sua natura, deve colpire più soggetti possibili, e generalmente chi vuole perdere peso non si allena tutti i giorni.

Un consiglio invece, io ho chiesto dei feedback strada facendo a esperti, non perché non mi fidassi, piuttosto perché un libro da uno sguardo d’insieme poi ciascuno ha il suo lardo 🙂

Il risultato per quanto mi riguarda è assolutamente soddisfacente, non tanto per i kg persi quanto perché mi sento meglio, mangio sano e bene. Più di tutto ho drasticamente abolito quegli spuntini/abbuffata di metà pomeriggio, adesso anch’io posso guardare in faccia il sig. Pringles e urlargli Non ti temo!

 

 

 

 

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