vento

Post ferie, cavalcare il vento è quello che serve

Avevo messo una cover su Facebook con scritto “I libri non vanno in vacanza. Io vado in vacanza con i libri.” E ci sono andata.
Non ho letto quando forse avrei voluto, ma ho dormito molto più di quanto mi aspettassi e quindi ben venga il sonno ristoratore.

Ricomincio a recensire con un libro da annoverare nella sezione pensieri di corsaper ridarmi la carica in previsione di un lunedì che già mi fa tremare.
Se vi state chiedendo se ho dato seguito alla mia promessa di un allenamento alla settimana,la risposta vi giunga spontanea immaginandomi spiaggiata al sole.
Comunque ho faticato a fianco di Javier Buendia, il giovane protagonista di questa bella storia; un 17 enne Tarahumara, una tribù messicana famosa in tutto il mondo per la sua attitudine alla corsa su lunghe distanze.
I ragazzi Indio infatti, per entrare nell’età adulta devono partecipare al rarahipa, una gara che prevede di calciare una palla lungo i canyon del Barranca fino a quando rimane un unico concorrente, che viene proclamato vincitore.
La gara si prolunga per ore e solo i più determinati sopravvivono allo sforzo prolungato.
Anche per Javier arriva il momento di confrontarsi con questa competizione, che si capirà ben presto è molto più di una gara, è una tradizione millenaria che gli scorre nei piedi a farlo andare avanti.

Per Javier al termine del rarahipa, arriva una sfida più grande, quella con la vita.

La morte del padre per mano dei narcotrafficanti, lo porterà a varcare i confini del Messico per far conoscere al mondo la piaga del suo popolo. Come? Ovviamente tramite la corsa.

Javier, allenato da un gringo americano, arriverà clandestino negli USA per affrontare la Western States Endurance Run, la gara di corsa più dura del mondo.
Il finale non è per nulla scontato.

Il ragazzo che cavalcava il vento è molto di più di un libro sulla corsa, è una boccata d’aria fresca, un allenamento continuo non solo per il fisico sottoposto ad uno sforzo estremo, ma soprattutto per la mente.
Si respira la fatica ma anche la voglia di riscatto che trapela ad ogni passo. La corsa non è una corsa è molto molto di più.

Devi farti stregare dal fascino delle ore che passano mentre avanzi un passo dopo l’altro, lasciando che i pensieri vaghino liberi dalle preoccupazioni quotidiane. Per correre a lungo bisogna amare la corsa.

 

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2 commenti
  1. Giulia
    Giulia dice:

    Bentornata! Mi sono mancate le tue recensioni. Sono ancora immersa nelle pagine di Montagne di una vita ma sicuramente il prossimo sarà questo.

    Forza e coraggio che magari il tuo lunedì sarà migliore di come te lo immagini…te lo auguro!

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