Heidi

Storia di un’insolita pastorella milanese nei prati della demenza senile.

Chiara, alias Heidi, è una ragazza di 35 anni milanese che lavora nella mondo della tv. Nello specifico è una Casting Director, ovvero fa provini per programmi televisivi.

Di norma si tratta di depressi ad alto funzionamento che cercano solo di sfuggire al proprio destino esibendosi davanti a una telecamera. 
Una volta, per curare certe patologie si andava dal medico.
Ora si va in televisione.

Nel mondo frenetico del milanese lavoratore h24 non c’è spazio per altro che per il lavoro: si esce di casa col buio, si rientra con il buio, in mezzo solo lavoro.
A peggiorare la situazione c’è il capo, lo Yeti:

appena arrivato, all’inizio dell’anno il primo atto distensivo è stato quello di calpestare ogni progetto culturale in lavorazione, orientare i programmi sul trash demotivando autori, disgregando i gruppi lavoro, licenziando gente e scavalcando cadaveri.

Complice anche una ristrutturazione aziendale che minaccia licenziamenti ingiustificati quotidiani, la sopportazione è al limite. Ed ecco che arriva la botta finale: la chiamata dall’ospizio.
il padre di Chiara, affetto da demenza senile, lancia oggetti sul personale infermieristico, l’ospite non è più gradito nella struttura. Ovvero: se lo venga a prendere che sono affari suoi.

Heidi ciao! Ed eccoci giunti al punto: mio padre non mi chiama con il mio nome di battesimo da anni. A volte sono Barbara, la sua assistente storica al <<Corriere>>.
Più di frequente, invece, mi chiama Heidi.

Così inizia il calvario del reclutamento delle badanti costantemente inadatte, e l’arrivo come un faro nella notte di Thomas, alias Peter a risollevare la situazione medico-domestico-affettiva.
Nel momento lavorativo peggiore, quando tutti i dipendenti saranno chiamati a proporre format innovativi per risollevare le sorti aziendali, la nuova realtà in cui si trova a vivere Chiara sarà la chiave di volta per uscire dall’impasse. Il tutto farcito da caprette, pascoli di montagna e non manca la Signorina Rottermeier.

E’ un libro divertentissimo, originale, pieno di colpi di scena, sarcastico e allo stesso tempo educativo e profondo anche quando i dialoghi sono a colpi di battute. Ha la capacità di toccare una tematica attualissima senza appesantire, senza stancare.
E’ uscito il 14 giugno, quindi è “appena munto”, ma personalmente credo che senza fatica scavallerà le cime.

 

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