ritorno al futuro

18.

Diciotto è il numero della maturità.
Quando ero piccola e pensavo sempre al 2000, mi sembrava un limite lontano e di cambiamento totale, il momento in cui avremmo vissuto come Ritorno al futuro, fluttuanti nell’aria sui nostri skateboard con case domotiche e macchine aree.
Nello specifico pensavo che avrei avuto un cane che avrei chiamato Snoopy dotato di parola, che avrei vissuto in grattacielo con giardino sul tetto e che per andare in palestra avrei utilizzato il teletrasporto. Possibilmente avrei imparato le tabelline per osmosi da quel secchione di mio fratello.

Ovviamente

non ho mai avuto un cane, né vissuto in una casa con giardino, in palestra ci sono andata a piedi macinando km quotidiani da scuola o da casa e le tabelline mi è toccato impararle a suon di imprecazioni. Che mi risulti la macchina dei miei genitori è sempre stata ben ancorata al suolo ad eccezione di una volta in cui, tamponati, finimmo a bordo strada ma non credo si possa definire fluttuare…

La verità è che non mi sembra che la vita sia cambiata granché rispetto alla fine degli anni ’80 e non mi sembra di essere stata testimone di un qualche cambiamento epocale, come lo era stata mia nonna per esempio: due guerre mondiali, la fame, il boom economico, dall’andare a lavare i panni con la gerla al fiume alla lavatrice, il telefono, il riscaldamento a gas!

Una volta

con mia madre avevamo elucubrato una teoria, veramente io ero andata dietro alla sua, secondo la quale in realtà avremmo già vissuto questa stessa epoca in cui ci troviamo adesso nel passato. Semplicemente ad un certo punto era successo qualcosa che aveva cancellato tutto e la vita era ripartita da zero un’altra volta.
Mio papà faceva una polenta concia da urlo, può essere che quella che volta avessimo mangiato pesante e il burro ci avesse dato alla testa. Ma ora che ci penso, Ritorno al Futuro in questo’ ottica è un titolo estremamente azzeccato!

Ad ogni modo avevo detto 18 anni, maturità… era partito tutto da lì. L’avevo detto che mi piace divagare?

2 commenti
  1. Giulia
    Giulia dice:

    Se, come si faceva a scuola, sottolineassi le parole più importanti di questo testo verrebbe fuori qualcosa del tipo: maturità-futuro-case domotiche e macchine aeree-guerre mondiali-boom economico-gerla-gas-mamma-teoria-papà-polenta concia.
    Sì, in effetti ti piace divagare ma lo sai quale è il bello? Che sì finisce spesso per parlare di cibo…o meglio dicono che noi italiani lo facciamo più di altri. Sarà!?
    Comunque mi hai fatto venire una gran voglia di polenta concia: sarebbe un ottimo “spuntone” di mezzanotte 😜

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    • 6recensito
      6recensito dice:

      Alla grande!!! La “sua” però aveva una marcia in più… soprattutto quando davanti a mezzo kg di burro diceva “non so neanche se basta”! Faremo delle prove in prima persona non appena ci vediamo!

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