venerdì

19.

Il venerdì mi regala un viaggio. Un ritorno più che altro, non a casa, ma quasi. Un passaggio lungo quanto un fine settimana a Bologna a festeggiare con anticipo il Natale, ma come diceva Renato Pozzetto nella pubblicità del Pandoro Melegatti: Il Natale quando arriva arriva…

Sono molto felice che sia finalmente dicembre, sopratutto perché poi c’è gennaio e possiamo archiviare la parentesi del 2018 e iniziare un foglio immacolato scrivendo una storia che al momento si prospetta molto avvincente.

A proposito di storie, l’altra sera che non c’era verso di prendere sonno, stavo parlando da sola, come la protagonista di Settembre può aspettare. Complice anche la biografia che sto leggendo, stavo facendo la mia.
Sono nata il … a…. e poi mi sono trasferita a… buffo perché pensavo come se stessi leggendo la mia storia, dosando le parole, facendo attenzione ai doppioni e devo dire che il risultato era assolutamente soddisfacente.

Mi sono accorta contestualmente di essere troppo giovane, per poter scrivere un biografia a meno di non imbastire il libro Storie di una che ha vissuto ancora poco. Ma così di primo acchito non mi sembra un best seller.
Comunque mi sono svegliata la mattina con la sensazione di aver fatto un viaggio lunghissimo e di essermi addormentata sulla mia esperienza alla maratona di New York perché ero già spossata ancora prima di iniziare la giornata.

Ad ogni modo vi assicuro, che se volete iniziare bene questo dicembre che ci apre le porte, non potete perdervi per niente al mondo il mio post di domani, non vi anticipo niente, ma voi passate di qui.

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