32.

Qualche giorno fa, era la Giornata Internazionale della Montagna. Ci sono dei libri meravigliosi che raccontano la storia di uomini che hanno speso la loro vita tra le vette, Walter Bonatti per esempio, ma anche Mauro Corona, Nico Valsesia, degli specie di Iron man delle rocce.

Ieri è uscito un bell’articolo su Il libraio con una raccolta di scritti che parlano di montagna, dove gli appassionati potranno senza dubbio pacare il loro appetito di ascesa almeno attraverso la lettura.

Nella mia famiglia la montagna è sempre stata un’occasione. Andavamo a camminare regolarmente e con qualunque tempo tutte le domeniche, ognuno con il suo zaino, con il suo pranzo al sacco e l’immancabile cioccolata.
Non siamo mai stati particolarmente bravi con le parole in casa, d’altronde siamo abbastanza montanari e quindi un po’ orsi. Ma salire verso la vetta ci ha sempre fornito l’opportunità di confrontarci su tutti i temi che ci stavano a cuore: la scuola, i compiti, l’università, la casa, nel modo che ci era più familiare, camminando.

Quando non riesco a dormire

invece che contare le pecore, percorro mentalmente tutta la strada dal Carameletto a Oropa, di solito alla casa della Celeste prendo sonno. Sono parole che a voi che leggete, non dicono nulla, ma è talmente radicata nella mia mente quella strada che è come muoversi al buio in casa propria.
Andare a camminare con quello stato d’animo, in famiglia, con quella regolarità è una delle cose che mi manca di più da quando vivo fuori casa.
Mi è sempre sembrato strano che la maggior parte delle persone che conosco dovesse prendere ferie e lasciare tutto per una settimana o più per andare in montagna, per noi è sempre stata una consuetudine, ha sempre fatto parte delle nostre vite. Ricordo che una volta mio padre, sul balcone della casa al mare, seduto sullo sedia con il cavalletto, stava facendo un dipinto, e davanti a quella distesa d’acqua lui dipingeva il Monte Mucrone in primavera. Come dicevo, la montagna per noi ha sempre rappresentato una parte di famiglia che valeva sempre la pena portarsi dietro.

Per me è una grande maestra, un’amica che ho sempre voglia di vedere, alle volte mi ha fatto penare ma quale rapporto sincero non prevede la fatica per rimanere in piedi?

Poi in certi rari giorni di vento, in autunno o in primavera, in fondo ai viali di Milano comparivano le montagne. Succedeva dopo una curva, sopra un cavalcavia, all’improvviso, e gli occhi dei miei genitori, senza bisogno che uno indicasse all’altra, correvano subito lì. Le cime erano bianche, il cielo insolitamente azzurro, una sensazione di miracolo.
(Paolo Cognetti)

 

31.

Che fatica arrivare in fondo a questa settimana, che ovviamente non è ancora finita e se possibile il weekend si prospetta ancora più impegnativo degli altri 5 giorni che l’hanno preceduto.

Sono stata latitante, però mi sono detta che infondo questo progetto si chiama “360 post fanno un libro?” non ho, intelligentemente perché mi conoscono, esplicitato in quanto tempo…

Non ho avuto molto tempo per leggere, solo un libro, Il piano inferiore, di giovane autore di cui ho fatto la recensione proprio ieri.
Mi sono però lanciata in un’acquisto molto audace sotto consiglio della mia prof. di Spagnolo, di comprare un libro in lingua.
Ho optato per un romanzo giallo di Julia Navarro che si chiama Dime quién soy, sono oltre 1000 pagine, ovviamente questo è un dato che non avevo calcolato, ma suppongo che questo piccolo investimento potrà risultare molto utile al mio spagnolo ancora un po’ claudicante, per quanto migliorato.

Ovviamente sono rimasta indietro su tutta la tabella di marcia per quanto riguarda i regali di Natale.
Non ne ho ancora comprato uno. Pensavo di fare un bel biglietto con scritto “il regalo più bello è il pensiero, ti ricordo spesso”. Ma pare brutto.

Ah sabato porta consiglio! Comunque se posso suggerire, un libro in lingua è un ottimo regalo!

 

30.

E’ uscita la sestina finalista del Premio Wondy per la letteratura resiliente. Il riconoscimento, dedicato alla giornalista Francesca Del Rosso, vede in lizza tra gli altri, due libri che ho avuto il piacere di leggere e recensire: Resto qui e Le stanze dell’addio.

La resilienza, come dice la Treccani, è la capacità di reagire di fronte ai traumi, alle difficoltà e allora oggi
la storia ricorda la strage di Piazza Fontana del 1969, sembra ancora più azzeccata la canzone di De Gregori:

Viva l’Italia […]
L’Italia del 12 dicembre
L’Italia con le bandiere
L’Italia nuda come sempre
L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste
Viva l’Italia
L’Italia che resiste.

29.

Ho letto una notizia su Repubblica che mi ha lasciato sgomenta. Faccio riferimento alla circolare del Ministro dell’Istruzione contro i compiti durante le vacanze di Natale perché cito, “gravano sugli impegni delle famiglie”.
Pare addirittura che secondo il Moige, la pausa natalizia sia un periodo di assenza da scuola talmente breve, che gli alunni non corrono il rischio di dimenticarsi quanto fatto sui banchi.

Eeeee???

La scusa dietro a tutto questo è che a quanto pare, i temutissimi compiti, sottraggano tempo alle giovani menti per stare con i parenti.
Infatti il figlio adolescente senza compiti per 17 giorni sicuramente reggerà il gomitolo alla madre nottetempo per permettergli di finire il tanto agognato maglione fatto in casa. O forse, no dico forse, passerà le sue ore con gli amici al baretto o sulla panchina insieme ad altri come lui, per i quali non regge neanche più l’ammonimento urlato dal balcone “torna a casa che devi fare i compiti”.

Quali siano le competenze per fare il Ministro non lo so, ma credo che almeno dare uno sguardo ai numeri potrebbe essere utile. Il 57% degli Italiani con un’età superiore ai 6 anni non ha letto nemmeno 1 libro in un anno. Stiamo parlando di 33 milioni di persone e nella fascia 11 – 14 anni la percentuale tocca il 46,8% !

Cito solo a favor di cronaca che esiste un movimento nominato “basta compiti” secondo il quale i lavori a casa degli alunni sono una pratica “dannosa e inutile”, che ha già toccato le 32.000 firme con la sua petizione. Ci sono petizioni serie dedicate all’ambiente, alla salvaguardia degli animali, ai diritti umani che non superano le 1000 adesioni.
Sono dati preoccupanti. Non solo perché trasmettiamo alle generazioni un’ignoranza radicata, ma perché ancora una volta viene insabbiato il ruolo degli insegnanti e della scuola in generale. Un luogo che dovrebbe essere di stimolo e di aiuto a sviluppare le abilità dell’individuo.

Quando andavo alle elementari, avevo un compagno che non era proprio una cima, e i suoi genitori sostenevano ardentemente ad ogni consiglio di classe che le insegnanti dovessero darci meno compiti. Le madri degli altri, figlie di una generazione in cui esisteva ancora il rispetto del docente, erano tutte schierate con le maestre non solo a sostenere l’importanza del lavoro a casa, ma la necessità dei bambini di essere responsabili nei confronti dei loro doveri e dei loro impegni quotidiani.

Non voglio banalizzare dicendo che una volta era meglio, è troppo facile, e non è vero. Una volta si stava peggio per tante cose, ma c’erano dei valori e della battaglie per cui valeva la pena schierarsi. Ma firmare una petizione contro i compiti??

Io, lo ripeto sono basita e non lo nascondo, molto preoccupata.

Umberto Eco, pensaci tu:

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.

 

 

28.

Consiglio a tutti un viaggio in treno o in aeroporto una volta ogni tanto. Per rendersi conto dell’umanità che c’è qui fuori. C’è un mondo davvero.

Oggi ho preso nell’ordine 3 treni e sto aspettando davanti al gate del mio volo. Mi sono seduta davanti ad un bellissimo bambino africano con la sua mamma che per tutto il tragitto ha cercato di mangiarsi i piedi, poi vicino ad un signore belga che mi ha preso e ridato la valigia senza che io glielo chiedessi e con un gran sorriso mi ha detto “molce graccie” e un signore pelato con la testa lucidissima che pretendeva che qualcuno si sedesse sulle sue 4 valige.
Adesso ho davanti a me due ragazzi, 30 anni in due, lui maglietta della nasa ciuffo e anelli, lei apparecchio, coda di cavallo frisè masticano un big babol… mi guardano strano, forse perché sto osservando con fare indagatore tutti i presenti o forse perché sto mangiando una puzzolentissima insalata di tonno e ho appena tirato fuori dalla valigia un’arancia.
La signora dietro di me fa i compiti per telefono con il figlio, stanno cercando di capire quanto misurano gli angoli di un triangolo se uno è il 3/7 dell’altro… non sono sicura di aver capito bene, alla parola angolo retto il mio cervello si è sconnesso. La risposta è fenicottero,sicuramente.
Lo dicevo che c’è un mondo qui fuori. I due mangiatori di big babol si sorridono e si scoppiano le bolle a vicenda, c’è un mondo qui. Variegato e bellissimo.

 

27.

Da stamattina alle 8:26 a stasera alle 21:07 ho ricevuto 56 telefonate!
56 chiamate di lavoro, di ansie gettate addosso, di problemi, di risoluzioni, di fastidi altrui, per farla breve di beghe.
E domani nuovo round.

Odio il suono del mio telefono aziendale. Non lo sopporto, sono anni che per rifiuto ho tolto completamente la suoneria, è un rumore che generalmente è associato all’agitazione e a problemi da risolvere, che se potessi lo nasconderei sotto il materasso per essere certa di ignorarlo. Eppure non posso, se non suona lo cerco, perché non suona? Perché non mi risponde? perché non chiamano?

Ho sonno, ma sono rimasta in debito di tante cose oggi, di chiacchiere con la mia famiglia, di frasi da completare, di 10 minuti consecutivi senza interruzioni. Dov’è si è nascosto tutto quel sapore di natale che ho aspettato tanto? E il profumo di cannella?

In questi 6 minuti che mi separano alle 00:00 del 9 dicembre, mentre il mio gatto russa sulla sedia acciambellato mi accorgo per la prima volta che sono a casa.
Ecco forse alla fine il senso anche oggi di questa giornata. Sono a casa.

 

26.

Se, come dicevamo ieri, si apre ufficialmente la stagione di “cosa regali a”, è altrettanto vero che dicembre è il mese per eccellenza dedicato alle rimpatriate.

Tutti vogliono fare cene per rivedere vecchi amici, vanno per la maggiore almeno nel mio caso, le cene di classe, dall’elementari alle superiori si alternano gruppi di whatsapp e messagger per proporre date e organizzare mangiate conviviali al suono di “ti ricordi quella volta che..”

Devo dire che non sono mai stata un’accanita sostenitrice del rimpianto, ma ho scoperto che queste occasioni sono estremamente piacevoli, spensierate. E solitamente rimango sorpresa nello scoprire quanto siamo cambiati nel corso degli anni, la maggior parte in meglio, pur mantenendo infondo la nostra identità. La cena di classe è lo specchio della vecchiaia.

Questa, almeno oggi mi sembra così, è una di quelle cose che fa tanto Natale, che sa di buona abitudine, di casa.

25.

Da sabato 8 dicembre ufficialmente si apre la stagione “cosa regali a…?” Quest’anno per ovviare il problema ho deciso che mi focalizzo su due oggetti, che potrebbero diventare 3 se sono ispirata:

  1. libri
  2. mutande
  3. calze

diciamo che tutti e tre si possono indossare in tutte le stagioni, si prestano all’utilizzo quotidiano e non ce ne sono mai abbastanza. Non so voi, ma io di solito alla decima lavatrice ho già spaiato per sempre la coppia dei calzetti.

Stavo pensando, per movimentare un po’ la faccenda, di regalare un calzino a una persona e il secondo ad un altro in modo che i due si possano incontrare e scoprirsi “gemelli di filo di scozia”, così per vedere cosa succede. Ma forse abbandonerò l’idea social in favore della proprietà privata dei possessori di piedi.

Le mutande hanno il grande vantaggio di essere indivisibili e già suddivise per genere, quindi non mi resta che scegliere il modello e possibilmente la taglia giusta, che poi…,scusa utilizzata per tutte le mutande ricevute di dimensione errata o semplicemente orrende, c’è l’elastico e non le vede nessuno.

I libri vanno scelti con molta più attenzione sulla base del futuro possessore. E soprattutto, se posso consigliare, se fate una dedicata molto sentita di accompagnamento, abbiate l’accortezza di aver letto il libro che regalate o almeno di sapere di cosa parla. Giusto per evitare di regalare al vostro miglior amico La metamorfosi, con parole tipo

Quando ho letto questo libro ho pensato: è fatto apposta per te!
Mi è piaciuto moltissimo e ti auguro la stessa fortuna capitata al protagonista.

Buon Natale.

Per chi non lo sapesse, è la storia di un ragazzo che il mattino si sveglia trasformato in una blatta, tutta la famiglia lo schifa e lui muore di stenti, non prima di aver ricevuto una sonora ciabattata.
E, altro consiglio spassionato, se ve l’hanno regalato e volete farvi portatori dell’economia circolare, assicuratevi di aver tolto il vecchio biglietto di accompagnamento. Mia madre l’anno scorso ha ricevuto un vaso orrendo e nella nota c’era scritto: Cara Giovanna, buon Natale a te e famiglia. Peccato che mia mamma non si chiami Giovanna…

Se volete ispirarvi sui libri da regalare a vostri cari potete prendere spunto dall’Oroscopo del Cactus!

 

24.

Mi accorgo che non è facile avere sempre qualcosa da dire. Trovare un argomento interessante o qualcosa che ti ha colpito al punto di volerlo condivider con la rete.

Il trucco, mi dicono, per creare un blog di successo è creare contenuti validi e pubblicare tutti i giorni. Io lavoro da casa, il che implica che il movimento più significativo che faccio dopo essermi alzata dal letto e  aver fatto colazione è quello di mettermi alla scrivania e stare sulla sedia per 8 ore finché non finisco di lavorare.

Indubbiamente la mia vita è molto meno movimentata di quella di Michelle Obama, e anche meno rischiosa. Io posso andare al supermercato senza scorta e anche affacciarmi alla finestra. L’unico rischio reale è rappresentato dal cane mio dirimpettaio che abbaia ad ogni sguardo.

La mia invidia va a tutti quei siti che hanno la capacità di dare news intelligenti e pensate ogni giorno, che con un articolo divertente trovano l’occasione per strapparti 5 minuti e lasciarti qualcosa di utile fosse anche solo uno spunto. Ma come fanno?

Direte voi, e mi dico io per darmi una giustificazione, lo fanno per mestiere. Vorrei copiare i loro link e metterli nel mio blog spacciandoli come miei, ma c’è una cosa chiamata etica che me lo impedisce.
Il mio mestiere assomiglia più alla gestione di Animali Fantastici dove trovarli e come gestirli nella maggior parte dei casi. Si sostituisca “animali fantastici” con una parola qualunque, oggi per esempio sono nella fase “associazioni”, ieri “cori” e anche “volontari”… sono una specie di Ispettore Gadget dei poveri praticamente.

Nel frattempo mentre penso a come fare per diventare famosa, se siete interessati a sapere in quanto differisce la vostra vita da quella di Michelle Obama potete leggere la mia recensione di Becoming uscita proprio oggi nella sezione recensioni.

 

Prezzo: EUR 21,25
Da: EUR 25,00

23.

Ho dormito poco, pochissimo e adesso non so come fare a scrollarmi di dosso questo senso di nullafacenza. Vorrei essere operativa o come va tanto di moda dire “proattiva” ma la verità è che ho un sonno che mi si porta via…

Fino ad un certo punto della notte ho dormito, un paio d’ore credo. Poi sono andata dietro ad un pensiero nel dormiveglia e non c’è stato più niente da fare. Mi dava fastidio tutto; da prima i pantaloni del pijama, poi le lenzuola, il piumone, troppo caldo, troppo freddo, le lenzuola che si arrotolano e vorresti tirare fuori le mani ma non riesci perché hai creato un bozzolo indistricabile.

Stamattina avevo uno strano ciuffo in testa che rispettava perfettamente il mio stato d’animo: confuso e altalenante.
Non so se avete letto le tre del mattino, un bel libro di Carofiglio che racconta la storia di un ragazzo affetto da una singolare forma di epilessia che è costretto a rimanere sveglio 3 giorni di fila per verificare se la terapia a cui si è sottoposto ha fatto effetto. Ecco lo stato di alienazione è più o meno lo stesso.

Voi che rimedi usate contro l’insonnia?

Io le ho provate tutte, tranne i rimedi chimici, ho tentato con la camomilla che funziona fino a quando non devi andare a far pipì alle 3 di notte perché hai bevuto prima di andare a letto.
Ho provato con lo sport durante il giorno, ma se ho fatto un movimento audace mi viene mal di schiena ed è peggio ancora.
Ho provato con la meditazione guidata, ma quando finisce di parlare mi viene l’ansia che non dormo e mi agito oppure ha una voce fastidiosa e non riesco a concentrarmi.
Una volta ho provato ASMR per chi non lo sa, si tratta di gente che simula dei suoni che dovrebbero rilassare: leccare delle cose per esempio, ma l’immagine di questa tizia che lecca degli auricolari per simulare il suono mi ha letteralmente disgustato.
Se ve lo state chiedendo, no, non c’era niente di ambiguo o volgare era una tizia che leccava degli auricolari.
Credo che il panorama sia molto più variegato di quello che ho ascoltato io, ma la mia esperienza nasce e muore con l’indigestione del microfono e sicuramente l’effetto e stato tutto tranne che rilassante.

Mah!

 

22.

Un lunedì di grandi soddisfazioni: il mio pomodoro autonomo sta crescendo a vista d’occhio. E’ ancora molto verde ma rimango fiduciosa sulle sue possibilità di arrossire in tempi rapidi. Se volete vederlo con i vostri occhi vi invito a farlo cliccando qui.

Ho deciso che quando sarà il momento ne farò una bruschetta! Speriamo non si congeli nel frattempo, che sarebbe poi anche giusto considerando che la stagione dei pomodori va da giugno a settembre. Poi dicono che i cambiamenti climatici sono un’invenzione degli attivisti.

Intermezzo semiserio- semi di parte

Qualche giorno fa, a questo proposito ho letto un articolo che trovate qui dedicato ai 10 romanzi sui cambiamenti climatici, che sembrano molto interessanti.
Il clima, il riciclo dei materiali, la dispersione nell’ambiente di materiale plastico, sono argomenti che ci devono importare almeno quanto ci interessa quello che mangiamo e il fatto che non interessi ai leader politici non deve essere un deterrente per chiudere gli occhi.
Lo dico prima di tutto a me stessa perché mi affatica il solo pensare di dividere ogni cosa in settori e andare alla ricerca del bidone giusto dove inserire cose sgocciolanti dal dubbio profumo, ma quando leggo che nello stomaco di una balena la scorsa settimana sono stati trovati:

  • 115 bicchieri di plastica
  • 25 borse di plastica
  • 4 bottiglie di plastica
  • 2 paia di infradito
  • oltre 1000 pezzi non identificati di plastica

mi viene il voltastomaco. Anche perché l’altro ieri ho mangiato salmone e mi chiedo disgustata cos’ho ingerito insieme alla sua carne?

E’ faticoso avere un atteggiamento corretto, lo è sempre anche quando non si parla di ambiente. Anche evitare di mandare a quel paese il tuo capo tutti i giorni richiede una buona dose di self-control, e un respiro profondo allo stesso modo che allungare il tuo passo di 10 metri e mettere i rifiuti nel giusto contenitore. Mia madre direbbe che è tutto questione di educazione.
Motivo per cui, almeno al momento, non sono ancora disoccupata.

Comunque non è normale che un pomodoro cresca a dicembre anche se è tanto carino!!

Fine pippone semi serio.

21.

Prima domenica di avvento, prima candela di quattro accese.

Dicembre si è aperto con la conclusione della biografia che stavo leggendo, un polpettone buonissimo, e un pranzo di Natale pieno di bambini in una bellissima casa di campagna. Un fantastico modo di festeggiare l’ultimo mese dell’anno.

Ho anche comprato una nuova agenda del 2019 su cui ho già annotato le cose importanti: estetista 4 febbraio, per esempio.

Sono appena ripartita da Bologna su volo low-cost per tornare a Barcellona, e questo momento esprime perfettamente il mio stato d’animo: sospeso.

E nelle orecchie fin troppo azzeccata:

Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio e occhi bendati su un cielo girato di spalle, la pazienza a casa nostra il coraggio, il tuo conforto ha che fare con te.

Bologna addobbata a Natale è bellissima. Elegante, viva e piena di panettoni e biscotti in ogni vetrina.

Una volta ho parlato con una ragazza spagnola che ha fatto l’Erasmus a Bologna, diceva di essere diventata improvvisamente un’integralista nei confronti del suo paese e di aver mangiato molto più Jamon Serrano in Italia di quanto non ne avesse mai mangiato in Spagna.

Quanto la capisco.

Mi sembra che solo gli italiani sappiano cucinare, il pane con l’olio esiste in tutto il mondo, ma vuoi mettere con l’olio toscano? La pasta la puoi fare anche a Barcellona, ma vuoi mettere con quella della zia? Il polpettone non lo vendono anche in Spagna? Eh! Ma la carne non è mica buona come quella italiana!

Tutte cose a cui ovviamente non avrei mai dato peso 2 anni fa. Eppure, ho imparato che le cose di casa hanno un sapore diverso che va molto oltre gli ingredienti in senso stretto è un retrogusto di nostalgia che rende anche i cavolfiori più saporiti.

Stasera per vincere l’idea del ritorno in “terra straniera” e che domani è lunedì cederó a una pizza surgelata ai 4 formaggi! Chiodo scaccia chiodo!

20.

Avete visto l‘oroscopo del Cactus? Sono le 00:07 tecnicamente oggi non ho pubblicato un post vero e proprio e sarebbe già anche domenica ma tutto sommato l’Oroscopo del Cactus può essere considerato tale! Quindi aggiungo un altro giorno al mio calendario!

19.

Il venerdì mi regala un viaggio. Un ritorno più che altro, non a casa, ma quasi. Un passaggio lungo quanto un fine settimana a Bologna a festeggiare con anticipo il Natale, ma come diceva Renato Pozzetto nella pubblicità del Pandoro Melegatti: Il Natale quando arriva arriva…

Sono molto felice che sia finalmente dicembre, sopratutto perché poi c’è gennaio e possiamo archiviare la parentesi del 2018 e iniziare un foglio immacolato scrivendo una storia che al momento si prospetta molto avvincente.

A proposito di storie, l’altra sera che non c’era verso di prendere sonno, stavo parlando da sola, come la protagonista di Settembre può aspettare. Complice anche la biografia che sto leggendo, stavo facendo la mia.
Sono nata il … a…. e poi mi sono trasferita a… buffo perché pensavo come se stessi leggendo la mia storia, dosando le parole, facendo attenzione ai doppioni e devo dire che il risultato era assolutamente soddisfacente.

Mi sono accorta contestualmente di essere troppo giovane, per poter scrivere un biografia a meno di non imbastire il libro Storie di una che ha vissuto ancora poco. Ma così di primo acchito non mi sembra un best seller.
Comunque mi sono svegliata la mattina con la sensazione di aver fatto un viaggio lunghissimo e di essermi addormentata sulla mia esperienza alla maratona di New York perché ero già spossata ancora prima di iniziare la giornata.

Ad ogni modo vi assicuro, che se volete iniziare bene questo dicembre che ci apre le porte, non potete perdervi per niente al mondo il mio post di domani, non vi anticipo niente, ma voi passate di qui.

18.

Diciotto è il numero della maturità.
Quando ero piccola e pensavo sempre al 2000, mi sembrava un limite lontano e di cambiamento totale, il momento in cui avremmo vissuto come Ritorno al futuro, fluttuanti nell’aria sui nostri skateboard con case domotiche e macchine aree.
Nello specifico pensavo che avrei avuto un cane che avrei chiamato Snoopy dotato di parola, che avrei vissuto in grattacielo con giardino sul tetto e che per andare in palestra avrei utilizzato il teletrasporto. Possibilmente avrei imparato le tabelline per osmosi da quel secchione di mio fratello.

Ovviamente

non ho mai avuto un cane, né vissuto in una casa con giardino, in palestra ci sono andata a piedi macinando km quotidiani da scuola o da casa e le tabelline mi è toccato impararle a suon di imprecazioni. Che mi risulti la macchina dei miei genitori è sempre stata ben ancorata al suolo ad eccezione di una volta in cui, tamponati, finimmo a bordo strada ma non credo si possa definire fluttuare…

La verità è che non mi sembra che la vita sia cambiata granché rispetto alla fine degli anni ’80 e non mi sembra di essere stata testimone di un qualche cambiamento epocale, come lo era stata mia nonna per esempio: due guerre mondiali, la fame, il boom economico, dall’andare a lavare i panni con la gerla al fiume alla lavatrice, il telefono, il riscaldamento a gas!

Una volta

con mia madre avevamo elucubrato una teoria, veramente io ero andata dietro alla sua, secondo la quale in realtà avremmo già vissuto questa stessa epoca in cui ci troviamo adesso nel passato. Semplicemente ad un certo punto era successo qualcosa che aveva cancellato tutto e la vita era ripartita da zero un’altra volta.
Mio papà faceva una polenta concia da urlo, può essere che quella che volta avessimo mangiato pesante e il burro ci avesse dato alla testa. Ma ora che ci penso, Ritorno al Futuro in questo’ ottica è un titolo estremamente azzeccato!

Ad ogni modo avevo detto 18 anni, maturità… era partito tutto da lì. L’avevo detto che mi piace divagare?

17.

Mercoledì di solito pubblico una recensione, quindi avrete notato che questa mattina è comparsa la mia nota su libro I Classici riveduti e corretti se avete tempo e voglia di leggerlo, è davvero divertente e adatto dai 15 anni in sù.

Per non farmi mancare niente ho iniziato un libro nuovo. Nuovo in tutti i sensi, perché è uscito il 13 novembre, quindi è una novità anche sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo e perché è un biografia, la prima che leggo in vita mia. Ci vorrà qualche giorno perché è un tomo di oltre 500 pagine, ma al momento promette benissimo.

Da qui alla fine dell’anno vorrei leggere ancora una decina di libri tra cui sicuramente L’amica geniale di Elena Ferrante, di cui sento solo commenti positivi e il nuovo di Marco Malvaldi La misura dell’uomo.

Uno dei miei più grandi problemi è l’orientamento. Lo è sempre stato, sono la classica persona abituata a fare una strada e quando esce dalla metropolitana dalla porta sbagliata imbocca 90 su 100 la strada opposta a quella corretta. Con i libri mi succede lo stesso.

E’ molto difficile orientarsi nell’Universo degli scaffali, ci sono i nomi altisonanti o quelli che ho imparato a conoscere e a stimare a cui mi rivolgo ogni volta che sono indecisa su che libro acquistare e quelli che non ho mai sentito, però chissà forse vale la pena dargli una possibilità… molte di queste opzioni venivano eliminate dal fattore copertina e consistenza del libro, ma ora che leggo praticamente tutto in digitale è solo un ammasso di parole e immagini in bianco e nero che si riflettono su uno schermo retroilluminato. Il che rende tutto ancora più complicato.

Molto fa il passa-parola quindi se avete dei suggerimenti fatevi avanti!

 

16.

La sonda della Nasa Insight è atterrata su Marte e ci ha mandato un selfie. Quella che a prima vista sembra una superficie ricoperta di formiche a quanto pare è la prima immagine del pianeta vista da vicino, anzi vicinissimo.

Il più è fatto, da qui inizierà un’indagine approfondita del sottosuolo extra terreste per verificare se c’è calore e a che temperatura è l’acqua scoperta nel polo sud marziano a luglio di quest’anno.

Spesso mi chiedo se queste indagini fuori dalla Terra siano fatte per puro istinto di scoperta, lo stesso che ha guidato Colombo, Magellano, Marco Polo, per garantirci un futuro migliore oppure perché siamo già spacciati e quindi per cercare un’alternativa valida ai pochi che sopravviveranno con Morandi in fila alla carovana a cantare “Uno su mille ce la fa”.

La letteratura è piena di scritti più o meno apocalittici sul nostro destino, di solito facciamo una brutta fine. Eppure il Piccolo Principe per esempio tra tutti i pianeti ha deciso di venire proprio qui; poi certo è finito nel deserto, ha conosciuto un sopravvissuto e si è fatto mordere da un serpente pur di tornare da dove era venuto, però ci aveva scovato.

Cosa farà la sonda su Marte quando incontrerà un alieno? E gli alieni penseranno che noi siamo fatti come una sonda spaziale?
Spero che gli E.T. abbiano uno spirito di accoglienza migliore del nostro e che almeno su Marte non sia ancora arrivato lo slogan “prima i marziani”.
Sarebbe bello che Insight tornasse dicendo che anche a casa nostra un mondo migliore è possibile.

15.

Ed è di nuovo lunedì.  Forse anche peggio del solito perché siccome ieri era il 25 novembre, è ufficialmente iniziato il count down al Natale.
Evidentemente sentiamo la necessità di nominare le ricorrenze con grande frequenza per paura di dimenticarcene, perché in soli tre giorni siamo passati da:

  • Thanksgiving
  • Black Friday
  • Cyber Monday

I money sono sempre gli stessi però abbiamo l’impressione di aver afferrato al volo una grande opportunity.

Per fortuna che il 13 è Santa Lucia, che ci ridà un po’ di orientamento linguistico.

Non credo sia un caso, in mezzo a tutto questo bailame di offerte, che oggi il mondo della letteratura ricordi Lewis Carroll, sembra infatti che il 26 novembre Carroll abbia inviato per la prima volta il manoscritto Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie ad Alice Liddell, una sua amica a cui è dedicato il suo lavoro più famoso.

Se non l’avete mai letto vi consiglio di farlo nelle Christmas Hollydays.

 

Prezzo: EUR 23,80
Da: EUR 28,00

14.

Ho quasi finito il libro sui classici rivisti e scorretti; non so se complice la cena di ieri sera ma ho sognato che Anna Karenina veniva uccisa dal protagonista di Profumo. Non so cosa ci fosse nei tacos ma qualcosa di forte…

Stamattina neanche un caffè all’italiana può riattivarmi, per fortuna è domenica e non mi sono richieste particolari doti intellettuali almeno fino alle 13:00. Poi mi inventerò qualcosa.

Per gli amanti della serie “il divano è la mia seconda pelle” oggi consiglio un film che mi è piaciuto moltissimo A Star was born con Bradley Cooper e Lady Gaga; su IMdb ha preso ben 8,2 su 10. Un film che rivela, nel caso ce ne fosse bisogno, la voce pazzesca di Lei e la bravura di Lui. Un po’ amaro il finale ma insomma è domenica avrete tempo per riprendervi!

Se avete voglia di leggere, Ora dimmi di te di Camilleri è perfetto per le riflessioni dell’ultimo giorno della settimana. Il più grande autore italiano scrive una lunga lettera alla pronipote Matilda di 4 anni, un bellissimo spaccato di una Storia che è stata e di un futuro che fa un po’ paura.

Un po’ triste? Scusate, sto ancora digerendo la mezcal messicana.

 

13.

Oggi mi “tocca” una cosa meravigliosa: il parrucchiere. Devo dire che non amo particolarmente stare ore seduta a fissarmi nello specchio con dell’alluminio tra i capelli nell’attesa che la mia testa si illumini ma, amo andarci per un unico motivo, la poltrona massaggiante combinata allo shampoo.
5 minuti di relax totale che il più delle volte mi fanno sprofondare in uno stato di incoscienza.

Non so voi, ma dal dentista non mi è mai capitata una cosa del genere, per questo pur rilasciando una quota considerevole, ma necessaria, a Tony&Guy i soldi fluiscono come un balsamo dal mio stipendio a quello, meritatissimo, di Marta.

Non ho nessun libro da suggerire oggi, non perché non ne siano stati scritti circa 18 milioni sull’argomento ma perché è sabato e io il sabato leggevo, il passato e d’obbligo, Vanity Fair.
Proprio la copia cartacea che il postino lascia sullo zerbino… ah bei tempi!

Quindi ho scovato online un articolo che parla di come farsi bella secondo le fasi lunari che mi sembra perfetto per sta mattina.
Stando al pezzo, oggi decisamente non sarebbe il giorno giusto per tagliarsi i capelli perché siamo nella fase calante, ma a quanto pare a fronte di una lentezza maggiore, il bulbo cresce più folto e forte, ergo mi taglio i capelli.

Voi che fate?

Queste domande che vi pongo alla fine dei post, sono dei suggerimenti che gli esperti chiamano “call to action”, pare infatti che invitare i propri follower a partecipare alla discussione crei un maggior afflusso di traffico.

Quindi siate buoni, facciamo guadagnare il pane agli esperti, rispondete ogni tanto.

 

 

 

12.

Aguzzate la vista, affinate il tatto, mettete mano alla carta di credito, vostra o di qualcun’altro, e date libero sfogo alla fantasia dello shopping nel giorno più conveniente dell’anno, è arrivato il Black Friday!
Se dovessi assecondare la voglia mi piacerebbe comprare un vestito e dei libri, ma non capisco come mai le cose che piacciono a me sono sempre a prezzo pieno: non rientrano nella promozione, per avere lo sconto di 20 € ne devi spendere 200, mi dispiace signorina è la nuova collezione, oppure la selezione di capi in sconto risale a quando mia nonna andava in collegio.

Per i libri Amazon mi propone una selezione di volumi per avere un buono da 7 € a fronte di una spesa di 20 €. Ma i libri sono Totti il mio Capitano,Divertiti con Luí e Sofí, Fuoco e sangue e una serie infinita di horror… direi che neanche sul fronte della cultura ho fortuna. Forse dovrei spulciare meglio.

Perché poi è tutto lì, nell’arte di investigare, di scovare le offerte giuste di guardare i cataloghi da pagina 1 a pagina ottimilasettecentosettordici e trovare quello che ti interessa in un angolo in basso, senza foto a pagina millesettantottolo.

C’è gente assetata di promozioni che passa giornate intere a spulciare magazine da cui ritagliare cupon, hanno tutta la mia stima e anche un po’ d’invidia. Principalmente perché stanno tutto il giorno a sfogliare magazine.

Io ovviamente che ho il fiuto avariato ho acquistato un libro che chiaramente non era in nessuna selezione e non concedere nessuno sconto, ve lo anticipo solo perché ne troverete la recensione tra qualche giorno: I classici riveduti e scorretti edizione Longanesi, cito la premessa da Il Libraio

questo bignami letterario racconta 50 tra i più bei libri di ogni
tempo e si diverte a contaminare classico e pop, classico e moderno. Una
lettura utilissima per quegli studenti che rischiano di morire di sonno ogni volta
che aprono un Classico, ma anche un divertissementimperdibile per gli adulti,
gli insegnanti, il regalo perfetto per tutti gli appassionati di letteratura.

Insomma non potevo farmelo scappare. C’è anche un altro motivo per cui ho individuato tra tanti proprio questo ma non voglio gustarvi la sorpresa!

E voi cosa comprerete oggi?

 

11.

Non mi sono mai piaciuti i numeri dispari, ma non so come mai ho imparato ad amarli. Molte delle cose importanti della vita mi sono capitate l’11: sono nata, ho preso la patente, mi sono laureata, abbiamo deciso di sposarci il 10 ma erano le 11:00, vale lo stesso.

Questo è l’undicesimo post del mese di novembre e per altro è anche il 22 cioè 11+11. Forse oggi vinco alla lotteria? Trovo casa?

Momento tristezza

Mi viene in mente a questo proposito la solitudine dei numeri primi, un libro di Paolo Giordano che racconta la storia di due ragazzi Alice e Mattia le cui vite sono tristemente segnate da vicende accadute sin dall’infanzia, due entità distinte che si attirano, si cercano,  ma non riescono a trovare un equilibrio per congiungersi.

E’ un libro che ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello, però se siete in piedi sulla ringhiera del balcone indecisi sul da farsi io leggerei Snoopy.

Fine del momento tristezza

 

Non vogliamo assolutamente sorvolare sul fatto che oggi è il Tacchio Day, ovvero il Thanksgiving, che si festeggia ogni anno il 4° giovedì di novembre in segno di gratitudine verso Dio per il raccolto che concesse ai quei primi Padri Pellegrini sbarcati in America nel 1621.
Nel resto del mondo forse avrebbero portato una ghirlanda di fiori, ma gli americani che devono strafare in tutto hanno deciso di sgozzare interi bastimenti di tacchini e riempirli di ogni genere alimentare.

La mia riluttanza nei confronti dei volatili è altissima, mi fa impressione prendere le cosce di pollo dalla vaschetta di polistirolo e posarle sulla placca del forno, tanto per capirci, per cui mai nella vita mi sognerei di mettere le mani nel sedere spiumato di un tacchino, però devo dire che avere una festa solenne per dire grazie è una gran bella invenzione.

ThanksgivingDa bambini è il jingle più sentito: “come si dice?”, “come si risponde?” Poi diventiamo grandi e ci dimentichiamo l’ABC una moltitudine incalcolabile di volte, è bello sapere che il calendario ogni tanto ti bacchetta.

Allora buona festa del ringraziamento a tutti!

 

 

 

 

 

10.

Avete notato 3 grandi novità?

  1. l’introduzione della cactus-valutazione (da non confondere con la valutazione del cactus). Si ringrazia Marta per la dritta. Da oggi ogni recensione avrà una valutazione da 0 a 5 che attesta il mio indice di gradimento del libro. Così prima di leggerlo avete un parziale pre-giudizio.
  2. Avevo anticipato una recensione, uscita fresca fresca stamattina nella sezione il tempo di una pausa, un brevissimo e piacevole racconto di Marco Malvaldi: Aria di Montagna. Ha guadagnato subito 5 su 5 cactus nella mia scala di valori.
  3. Ho aperto il profilo Instagram di 6recensito, anche in questo caso si ringraziano Marta e Irene per avermi dato lo stesso consiglio nella medesima giornata. Era un segno che andava fatto. Al momento è vuoto ma sto elaborando dei piani al riguardo…

Mi faccio pat-pat da sola sulla spalla, e siamo solo a mercoledì! D’altronde lo diceva già Archimede ai suoi tempi: “Datemi una leva e solleverò il mondo”. La leva ve la lascio ma se volete darmi dei soldi vediamo cosa si può fare…

 

9.

20 novembre 1820, era lunedì un cetaceo attaccava la baleniera Essex a 4.000 km dalla costa orientale del Sud America. Da questa vicenda prende spunto uno dei libri più conosciuti della letteratura mondiale: Moby Dick.

E’ un libro che, Melville non me ne voglia, non sono mai riuscita a finire con mio grandissimo rammarico. L’ho iniziato almeno 3 volte, e niente intorno a pagina 100, poco meno, colavano a picco tutti i miei tentativi di proseguire.
Capisco che lo spirito descrittivo è importante per far immedesimare il lettore, ma Santo Cielo c’è un limite a tutto! Possibile che al capito 5 siamo ancora nella stessa locanda del capitolo 2 e semplicemente dal piano terra ci siamo spostati nella stanza?
La mia incomprensione di un capolavoro letterario non sminuisce neanche un po’ il suo valore che è universalmente riconosciuto.
Ci riproverò: sarò determinata come Achab, e ne darò memoria com Ismaele. Ma prometto brevità e pochi significativi dettagli.

Forse vi interesserà sapere, forse no, che il 20 novembre del 2007 i Savoia hanno chiesto, tramite una lettera ufficiale al Presidente della Repubblica, un risarcimento di 260 milioni di euro per l’esilio. Non ci è dato di sapere se Napolitano abbia risposto; d’altronde per pagare e morire c’è sempre tempo.

 

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8.

Facciamoci coraggio. Per quanto possa sembrare difficile questa giornata, verrà martedì.

A volte aiuta vedere le cose in prospettiva, aveva già capito tutto Margaret Mitchel scrivendo Via col Vento, quando fa esclamare a Rossella O’Hara con cipiglio compito davanti all’orizzonte: Domani è un altro giorno!

A lei, scrittrice di questo unico romanzo, è valso il Premio Pulitzer, il riconoscimento eterno nella galassia delle frasi celebri e la possibilità di vivere di rendita per i diritti d’autore nei secoli, dei secoli amen; a noi la ben più soddisfacente considerazione che qualunque cosa succeda, verrà domani. Dici poco?

Astenersi catastrofisti e apocalittici, si parla in termini generali.

Come avevo detto in qualche post fa, oggi è la giornata internazionale della carta igienica.
C’è sempre un motivo anche piccolo per gioire nella quotidianità. Pensate a quei brevi momenti di pausa che vi ritagliate in ufficio, magari dopo il caffè o al mattino, dopo la colazione, seduti sul trono del bagno.

Quanto potrebbe essere peggiore la vostra giornata se invece della carta igienica doveste ricorrere a delle foglie di banano? O peggio a niente? Con quanta sofferenza direste domani è un altro giorno?

Però consolatevi, potreste sentirvi ancora una volta più vicini a Vivien Leigh quando vinse l’Oscar come Miglior attrice protagonista!

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7.

Così siamo arrivati al post n°7, finisce una colonna e ne inizia un’altra nella home page. E’ quello che fa la domenica, tutte le settimane.

Un’altra cosa fa l’ultimo giorno della settimana: bilanci. Sono qui seduta sul divano con il mio caffè in mano e mi guardo attorno, tutto tace. Penso alla settimana passata a quante poche cose ho concluso ma anche a piccole soddisfazioni, l’apertura di questo spazio, la vellutata di ceci.

Neanche a farlo apposta appoggiato proprio davanti a me ho una rivista, di quelle gratuite che trovi nelle agenzie immobiliari di lusso. In copertina c’è un signore di bell’aspetto attempato in completo blu che ha nella mano destra un gigantesco mazzo di fiori e in quella sinistra un hot dog. il titolo in fluorescente cita !Llévame contigo! Lugar que ver antes de morir.. ovvero Portami con te! Luoghi da visitare prima di morire.

Ovviamente il signore attempato 007 del barrio può rimanere a casa a cucinare hot dog però il massaggio è invitante, è domenica è tempo di bilanci. Quante cose da fare, da vedere e quanto tempo perso appresso a cose che fanno stare male?

Vi ricordate Fuga sul Monte Kenia la fuga e ritorno di Benuzzi e due compagni di cella dal campo di detenzione per raggiungere la vetta del Monte Kenia? Ecco vorrei avere quello spirito lì ogni tanto, la sete di avventura per lasciare il quotidiano e andare verso l’alto.

E’ domenica, tempo di bilanci. Che nostalgia di montagne.

Prezzo: EUR 17,85
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6.

Sabato, è sabato, sabato! Avrei voglia di iniziare un nuovo libro e sono molto indecisa al riguardo. Ho più possibilità: Marco Malvaldi, Baricco, Anne Tyler… ultimamente mi faccio consigliare da un sito che trovo molto ben fatto Il Libraio  oltre alle sezione dedicata ai libri ha una rivista con tutte le proposte. Ho letto e recensito Settembre può aspettare e il consiglio è stato assolutamente ripagato.

Avrei anche voglia di cucinare un dolce, una torta da mangiare a merenda, ma non ho ingredienti e questo mi ricorda che devono andare a fare la spesa e se non voglio essere inglobata da una massa informe di gente che fa provviste per la carestia è anche ora che mi dia una mossa…

C’è un cane, nel balcone del condomino davanti al mio che mi sta guardando con una faccia a punto interrogativo, adesso si è seduto, per osservarmi meglio. Secondo me si sta chiedendo se mi alzerò da questo stadio di letargo da sabato. Più tardi gli darò soddisfazione, devo uscire per forza.
Deve averlo capito perché è tornato in casa con la coda dritta, evidentemente non sono più molto interessante.

Intanto sulla breve distanza ho preso una decisione per il libro da leggere da mettere nella sezione Il tempo di una pausa, datemi qualche giorno e lo potrete leggere.

Voi che fate?

Prezzo: Vedi su Amazon.it

 

 

5.

Dio benedica il venerdì! Mi sento meglio solo al pensiero che domani non sia un giorno lavorativo, o almeno non da computer, telefono incollato all’orecchio, ansia crescente.
Conosco davvero poca gente che ama il suo lavoro, ad eccezione di mia madre, una mosca bianca d’altri tempi posizionata stabilmente sulla sua scrivania, sempre la stessa, da 41 anni!
A me solo l’idea mette i brividi.

Per fortuna il venerdì aiuta a reinstaurare un equilibrio e gettare luce sul futuro prossimo con la prospettiva di due giorni di stacco per ricaricare le batterie per la settimana a venire.

Il momento più bello del weekend è il sabato mattina: svegliarsi con calma, fare colazione osservando il tempo di ustione/non ustione del caffè. La parola d’orine è Slow!
Prima chiaramente di buttarsi nella mischia di: spesa, coda al banco del pesce, coda al banco della carne, coda per pesare la verdura, coda alla cassa, no, signora c’ero prima io, si rompe la busta, arrivo a casa, ho dimenticato l’acqua, torna al supermercato, coda alla cassa, no signora, le dico che c’ero prima io, posso passare ho solo l’acqua? Quanto pesano le bottiglie, coda in ascensore, stramazzo sul divano, sono già le 2, ma non dovevamo pranzare?

Ecco Slow!

Poi è domenica è già mi viene l’ansia che il giorno dopo è lunedì e il vortice riprende implacabile fino al venerdì successivo. Vi risparmio i miei giorni festivi lavorativi perché oltre alla coda ad ogni banco del supermercato sarebbe infarcito da telefonate di gente che si lamenta perché il figlio non ha potuto fare la foto con il Mio Mini Pony, e no, non lavoro in un maneggio di animali fantastici.

Mi viene in mente un frase di Siddartha che ho ripescato dal sito delle frasi celebri:

La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri pochi sono, come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.

Personalmente il 99% del mio tempo mi sento una foglia portata dal vento, saltuariamente per quel 1% mi sento di fare la cosa giusta. Forse è sufficiente, chi lo sa. Guardo sempre con molta diffidenza gli articoli di quei soggetti che si dicono felici, dopo aver lasciato il lavoro che li opprimeva ed essersi trasferiti nei boschi a fare marmellate con le bacche. Saranno davvero felici?

Non ho esperienze dirette, ma davvero mi piacerebbe chiedere a qualcuno che ha staccato con il passato se si è pentito, se ne vale la pena? E soprattutto a un certo punto qualcuno ti fornisce un paracadute?

Come dicevo, Dio benedica il venerdì soprattutto perché domani è sabato…

 

 

4.

Stamattina ho imparato una cosa che non sapevo. Succede spesso.
Stavo cercando su SOS WP, il mio sito di riferimento per ogni dubbio blogghistico, le dinamiche per creare un calendario editoriale.

Leggendo l’articolo ho scoperto che esiste un sito che si chiama Awareness, dove sono riportate tutte le ricorrenze che festeggia il mondo. Piena di speranze per creare un post a tema chessò Giornata mondiale dei mangiatori di limoni, vado sulla piattaforma.

Oggi, pare sia la World Pancreatic Cancer day. Ecco diciamo non proprio il genere di articolo che avevo in mente.

Pare, e questa è una gran bella prospettiva per il futuro, che oggi più di 60 organizzazioni provenienti da 27 paesi diversi si riuniranno per portare l’attenzione mediatica sul cancro più duro da sconfiggere con l’obiettivo di confrontarsi su nuove strade per abbattere questa malattia mortale.

Purtroppo da qui a domenica non ci sono eventi leggeri, cito a favor di cronaca:

  • Charles Bonnet Syndrome day
  • National HIV Testing Week 2018
  • World Horse appreciation Day 2018 > io dico che bisognerebbe chiedere al cavallo…

Ma lunedì 19 è il World Toilet Day 2018, allora tenetevi forte perché su questo punto c’è molto da dire!

Mi sento di suggerire un libro, poiché di lettura parliamo anche in mezzo alle facezie, molto triste, ma molto bello che era candidato al Premio Strega di quest’anno si chiama Le Stanze dell’addio, trovate la mia recensione qui.

Intanto qui, è spuntato il sole, proprio adesso. E’ un segno!

 

3.

La vellutata di ceci è venuta una bomba! Saporita, gustosissima e di perfetta consistenza. Niente male per la seconda vellutata che faccio in vita mia. La prima sabato scorso di zucca, buonissima!

La verità è che in questa città le cucine sono a prova di lillipuziano, io la mia coinquilina abbiamo qualche piatto e una posata a testa per esempio, altro non ci sta. Motivo per cui ogni volta che un piatto riesce va festeggiato. Siamo bravi tutti (che poi non è vero) a cucinare in in 20 mq di spazio ma in 4?

Stamattina ho pubblicato la recensione di Un incantevole aprile , un libro davvero primaverile che porta un po’ di sole nell’autunno che c’è fuori. Al termine del romanzo avevo voglia di fiori sul balcone, ma considerando il mio pollice nero, forse meglio rimandare a stagioni più promettenti.
Gli unici prodotti che crescono nei mei vasi sono quelli spontanei, erbacce tante, e un pomodoro che sta lì manifestando la sua voglia di maturare a discapito di novembre.

Qualche mese fa mangiai un pomodoro sul balcone e voilà è cresciuta una pianta. Ovviamente ha fato tutto da sola, se ci avessi messo del mio sarebbe terra bruciata da quel dì.

Ad ogni modo oggi è mercoledì, e siamo già più vicini a venerdì di quanto non lo fossimo ieri. Questo è un altro ottimo motivo per essere sorridenti. E poi è il 14 novembre, vuol dire che tra qualche giorno arriva lo stipendio!

D’altronde se dovessi vivere dei frutti della terra, con le mie pessime qualità contadine sarei già morta di fame!

Prezzo: EUR 12,75
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2.

Oggi ho fatto la mia prima lezione singola di spagnolo, un piccolo passo per l’umanità ma un grande passo per l’uomo, va bè dai per me.
La profesora, rigorosamente con una “s”, si chiama Gemma, con due “m” e sembra un bel mix di quarantenne hippy, fiesta, Barcellona.
Per introdurre l’argomento qualità / difetti mi ha fatto leggere un dialogo in cui una ragazza si innamora contemporaneamente di un ingegnere e di un creativo.

Mi sono sentita molto Snoopy quando traduce i messaggi di Woodstock.

Snoopy-docet

 

Ora non mi rimane che fare i compiti assegnati e imparare a pronunciare la “Jota”, il più è fatto.

Per il resto la giornata mi regalerà ancora una lezione di yoga, stasera gravity, non mi è ancora chiaro se il nome sia dato dalla gravità con cui si cade rovinosamente al suolo cercando di rimanere in equilibrio precario sulla punta delle mani oppure dalla congiunzione astrale che ti dovrebbe connettere con l’universo.

E poi dare una risposta sensata all’onnipresente domanda delle ore 20:00, che si mangia per cena?

Ho pensato di lanciarmi sulla vellutata di ceci. Voi?

 

1.

Oggi è lunedì 12 novembre 2018. Fa freddo, a dire la verità in casa mia fa freddo. Fuori no.
Vivo in una casa gelata con fessure nelle finestre larghe quanto una mano e vetri sottili quanto un foglietto.
E’ novembre, siamo a Barcellona e io ho freddo.

Forse anche per questo faccio ginnastica mentale, per scaldarmi le meningi. E così prima ancora di verificare se questa proposta porterà da qualche parte mi lancio nel tentativo di rinnovare e tenere in vita questo blog con 1 post al giorno.

I più smart, oggi se non sei smart non sei nessuno, si saranno resi conto che i giorni dell’anno sono 365 ma nel mio titolo ne ho tolti 5. Dai, siamo onesti, non sono così perseverante da scrivere davvero tutti i giorni.

La scorsa settimana sotto 8 strati di piumone ho visto un film, che è anche un libro, dal titolo Julie & Julia è la storia, vera, di una ragazza degli anni 2000 che apre un blog con l’interno di riproporre in 1 anno tutte le ricette di Julia Child, probabilmente la cuoca più famosa che l’America abbia avuto, o meglio colei che ha insegnato agli americani la cucina francese.

E così mi sono detta, infondo perché non provare ho un sacco di amiche che si chiamano Giulia, che sia di buon auspicio!

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