La prima cosa da fare per leggere questo libro è accendere la luce ed essere certi che ci sia qualcuno in casa che di solito non ha istinti omicida.
La copertina non preannuncia un romanzo “leggero” e si capisce anche dalle dimensioni del volume a cui inizialmente pensavo facesse riferimento il titolo, perché se malauguratamente dovesse cadere dallo scaffale con qualcuno sotto, il malcapitato non lo potrebbe più raccontare.  Mai nomenclatura sarebbe stata più azzeccata.

I fatti si svolgono nel Principato di Monaco, e da sfondo a tutta la vicenda c’è radio Montecarlo che trasmette il suo palinsesto quotidiano. Ad un certo punto la trasmissione viene interrotta da una chiama di un ascoltatore che comunica l’intenzione di commettere un omicidio la stessa sera. E così avviene.

A fianco al cadavere dal volto sfigurato la scritta Io uccido.

Le morti si susseguono sempre con lo stesso format: avviso on air, assassinio, corpo del defunto sfigurato e scritta di sangue io uccido.
Per la polizia è impossibile risalire al serial killer, un vero genio del male, che man mano procede verso l’epilogo si fa sempre più inquietante. Il finale, per niente scontato è la conclusione di un giallo magistralmente architettato, in cui si intrecciano storie e rivelazioni in crescendo per tutta la durata del romanzo che spaziano dalla tenerezza alla paura in poche righe.

Impossibile non finirlo in tempi rapidi perché la necessità di scoprire il colpevole è troppo forte e la voglia di tornare alla vita reale senza guardare tutti con sospetto anche.

Ripeto, è un libro da leggere con la luce del giorno: ho quasi centrato il mio ragazzo con una scarpa da trekking mentre tornava dal bagno senza accendere la luce in un intervallo di tempo tra il capitolo di 18 al capitolo 19.

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