Ho vissuto per un periodo con una ragazza pugliese la cui massima espressione di disgusto era IACH!
Per essere sintetica al massimo l’unico commento che mi ispira questo libro è solo IACH!

Gregor, il protagonista, una mattina si sveglia e si scopre trasformato in un gigantesco insetto. Tutto il libro ruota attorno ai tentativi di regolare la sua vita sulla nuova natura acquisita, all’insaputa del padre e della sorella che si trovano all’esterno della sua camera chiusa a chiave. Immaginatevi cosa fareste voi davanti ad un insetto con una ciabatta in mano.. ecco questo è quello che più o meno succede a Gregor quando viene scoperto. Ma l’animale è forte, “si scalfisce ma non si spezza”, tuttavia qualche pagina più avanti non lo attende miglior sorte tra l’incredulità e la non accettazione degli affettati famigliari l’insetto diventa un peso di difficile gestione e in un qualche modo la risoluzione si presenta.

A libro concluso e superata la fase di ribrezzo, in realtà il significato è estremamente profondo: “il diverso” non è accettato, meglio che venga isolato, allontanato, dimenticato.
Scritto nel 1915, potrebbe essere riapplicato oggi, tutti i giorni nella nostra quotidianità. E perché il diverso dovrebbe essere bello? pulito? tenero? Perché dovrebbe essere impersonato da un cucciolo di Labrador? O da un bambino paffuto sorridente?
Non siamo forse noi, gli stessi che a più di un secolo di distanza accettiamo di vedere gli adolescenti spingersi al suicidio perché non accettati dai compagni di classe, perché più fragili, più introversi, più timidi? Siamo peggio degli insetti, perché l’ignoranza allora come oggi genera mostri fatali.

Disse schiacciando una zanzara…

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