Che si parli di un giro del globo in un tempo prefissato era chiaro anche senza aprire il libro.
Quello che piuttosto sfugge è perché la maggior parte delle copertine ritragga una mongolfiera con due uomini a bordo, quando l’unico mezzo di trasporto che non viene utilizzato è proprio questo. Evidentemente anche 1873 conoscevano le strategie di marketing per vendere più copie.

La storia la conosciamo tutti ma in breve: Phileas Fogg, integerrimo uomo d’affari, si sottopone ad una scommessa impegnando ben 20.000 sterline che è convito di vincere facendo il giro del mondo in 80 giorni. Ad accompagnarlo nel viaggio il suo maggiordomo Passepartout, di nome e di fatto che aprirà porte anche quando le soluzioni sembrano non esistere, Auda salvata dal rogo Sati in India e il detective Fix, convito che Fogg stia scappando da Londra dopo aver rapinato la Banca d’Inghilterra proverà in tutti i modi a mettere i bastoni tra le ruote all’intrepido viaggiatore. Non ci rimane che svelarvi se la scommessa è stata vinta.. ma per gli spoiler diretti vi rimandiamo altrove, leggetelo e lo scoprirete.

Erroneamente etichettato come libro per ragazzi, è un romanzo affascinante e divertente che scorre veloce quasi come un Freccia Rossa Milano – Bologna senza sciopero. I personaggi diventano compagni di viaggio a cui è impossibile non affezionarsi o non trovarsi a fare affermazioni tipo: “ma come?” “non ci credo” “no”… facendo scorrere le pagine per vedere la conclusione.
Il protagonista è un gentleman a cui le vecchie signore avrebbero voluto dare il braccio compiacendosi che “ci sono ancora le persone per bene”.

Consigliato dagli 8 ai 99 anni, come i Lego, è un bell’intrattenimento per chi ha voglia di viaggiare con la testa seduto sul divano o al gate, il che rende tutto più realistico.
Fa pensare che 1873 ci volessero solo 80 giorni per attraversare il pianeta e nel 2017 che il mondo lo giriamo al battito di un click innalziamo barriere e chiudiamo i porti per difenderci da noi stessi. Se Mr. Fogg fosse arrivato in piroscafo dalla Libia per attraversare l’Italia e tornare in Inghilterra, i suoi 80 giorni li avrebbe passati in un centro di smistamento per migranti. Ma questa.. è un’altra storia molto più triste.

 

 

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