La dimensione del libro potrebbe scoraggiare anche gli audaci, grande più o meno come la Bibbia non si può non notare sulla libreria. Tuttavia se hai la fortuna di leggerlo sul Kindle non saprai mai il suo volume reale e lo spavento passerà in secondo piano.
Se spesso si tende a diffidare di chi consiglia un libro con commenti tipo “è la cosa più bella che abbia mai letto”, <<non hai mai letto “I pilastri della terra”?Devi leggerlo assolutamente>>, questo volume rientrava in molte delle liste online “Da leggere almeno una volta nella vita.”
Vorrei dire banalmente che un libro da cui si stacca l’attenzione solo quando è finito. Ricco di suspance dall’inizio alla fine non smette di stupire, truce al limite della violenza e commuovente allo stesso tempo dà ragione a quanti lo inseriscono come uno dei capolavori della letteratura mondiale.

La storia in breve è questa:

Tom il costruttore e la sua famiglia sono stati allontanati da un cantiere e costretti quindi a vagare per la foresta in cerca di un lavoro a ridosso dell’inverno. La ricerca è lunga, senza risultati e ricca di ostacoli tra cui la morte di parto della moglie di Tom. La famiglia allo stremo delle forze trova rifugio in una città in cui l’incendio aveva distrutto la chiesa e i sogni di gloria del buon priore Philip. Tom si mette subito al lavoro conquistando presto la fiducia di tutto il popolo e perseguendo il suo sogno da sempre: costruire cattedrali. Nel frattempo Tom trova una compagna Ellen, che ha a sua volta un figlio, Jack, che dimostra subito un grande interesse per le costruzioni e porterà avanti il lavoro di Tom. Kingsbrige avrà la cattedrale più bella del regno.

La vicenda è ambientata nell’Inghilterra del 1135-1174 per cui fa da sfondo la guerra tra Re Stefano, Re Enrico e Matilde, la riforma della Chiesa e Tomas Backet. Non dimentichiamo che Ken Follett prima di tutto è uno storico, non mancano quindi accenni e riferimenti a fatti realmente accaduti.

Il libro è molto più di quello riassunto, e nessuna sintesi potrà realmente trasmettere la potenza di questo romanzo. In terra nostrana ha ricevuto alcune agguerrite critiche da Umberto Eco.
Non è questo il luogo per disquisire su chi dei due abbia ragione, soprattutto se i due in questione sono due mostri sacri della letteratura, ma personalmente pur riconoscendo tutto il valore all’accademico bolognese, a livello di scorrimento, io sto con Ken Follett.

Nella mia lista personale di libri da leggere una volta nella vita, questo non può mancare nonostante per sorreggere la versione cartacea sia richiesta almeno una libreria in legno massello.

 

Valutazione

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi